A che ora è stata la fine del mondo?

A che ora è stata la fine del mondo?

A Milano debutta Endgame, la mostra di Max Papeschi che propone anche opere realizzate per il nostro mensile. Fra Beckett e Avengers, il gioco continua. Ma solo per inerzia

di Millennium

Endgame, fine del gioco, cioè “un atlante visivo della condizione occidentale contemporanea”. È il tema che ispira la nuova mostra di Max Papeschi, l’artista che da quasi quattro anni apre questo mensile con una sua opera dedicata al tema di copertina. Il titolo, spiega Papeschi, nasce da una collisione culturale. Da un lato Endgame di Samuel Beckett, dove la fine non arriva mai e l’esistenza si consuma in una ripetizione senza uscita. Dall’altro Avengers: Endgame, apoteosi della cultura di massa, che promette una chiusura definitiva attraverso il sacrificio eroico e lo spettacolo totale. Il lavoro si colloca “nello spazio in cui la fine è già avvenuta, ma il gioco continua”.

La mostra è in programma dal 18 al 28 marzo allo spazio Loro Milano di Via Ugo Bassi 32. Al vernissage del 17 (solo su invito), interviene anche il direttore di MillenniuM Peter Gomez. Il nostro mensile sarà presente con il numero che state leggendo e saranno distribuite cartoline illustrate con alcune delle opere di “Greetings from Hell” che l’artista milanese ha realizzato per noi (sul retro, naturalmente, un Qr Code per abbonarsi).

La mostra è realizzata da Quadruslight, che produce le tele retroilluminate su cui sono riprodotte le opere, alcune tratte proprio dalla collaborazione con MillenniuM e accompagnate dalla colonna sonora firmata Philippe Abussi e con la curatela di Fortunato D’Amico.

Opere attraversate da tre grandi assi tematici che si intrecciano senza mai risolversi. Il sacro, inteso come dispositivo occidentale di esorcizzazione della morte; la tecnologia, chiamata a colmare la solitudine contemporanea; la violenza, non come evento straordinario, ma come condizione permanente.

Un’operazione che, chiarisce l’autore, “non è satirica né moralistica. È chirurgica. Endgame non è una mostra sulla fine del mondo. È una mostra dopo la fine, quando tutto è già successo e resta solo da continuare a produrre immagini, miti e oggetti consolatori. Non per speranza, ma per inerzia”.


Precedente
Successivo