Tu vuo’ fa’ l’italiano. Dai Kennedy ai Trump

Tu vuo’ fa’ l’italiano. Dai Kennedy ai Trump

di Fabrizio d’Esposito foto di Umberto Pizzi

Come il cortile di una seconda casa per vacanze. Un Paese Usa e getta per le grandi dinastie presidenziali della Casa Bianca. Ivana Trump (1949-2022) è stata una delle facce patinate e dolcevitose, non senza massicce inoculazioni di botox, dell’italianismo a stelle e strisce. Consorte di The Donald fino al 1992, la bionda ceco-americana Ivana (Melania, invece, è di nascita slovena) ha poi avuto un paio di mariti italiani e ha svernato e svacanzato tra Roma, Capri, Cortina e così via. Anche i Kennedy, per passare al fronte democratico degli Stati Uniti, a partire da JFK avevano un’intensa consuetudine con il nostro Paese: il loro punto di riferimento era un’altra dinastia, stavolta autoctona. Quella degli Agnelli, incarnata per lustri dall’Avvocato viveur: nelle pagine seguenti Gianni Agnelli (1921-2003) scorta Ted Kennedy (1932-2009), il fratello più piccolo di John Fitzgerald e di Bob. Dal fatidico e salvifico Piano Marshall del 1947, dopo la Seconda guerra mondiale, l’Italia ha avuto in pratica il rango di cinquantunesimo Stato americano o di protettorato yankee generando due fenomeni opposti: americanismo e anti-americanismo. Uno scontro che è sconfinato finanche in cucina. Nell’ultima pagina pizziana c’è un altro fratellino presidenziale: è Roger Clinton, che spadella a bocca aperta una densa amatriciana. È la sindrome sordiana dei macaroni, decisamente nemica del fast food importato dagli Stati Uniti. Quando nel 1986 McDonald’s aprì in piazza di Spagna, a Roma, ci fu un comizio contro la famosa catena di panini. Sul palco accanto a Renato Nicolini, Claudio Villa, Giorgio Bracardi c’era anche Bombolo. Per certi versi, il comizio più efficace contro il colonialismo Usa e getta.

Make Italy Little Again
Movimento MILA: Giorgia Meloni bidenian-trumpiana
In basso, Jackie Kennedy Onassis in vacanza a Capri

Dalla padella alla brace
Top gun americani in transito a Napoli negli anni ’80
Poi: Roger Clinton, fratello di Bill, in un ristorante di Roma


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