Ucraina, la diretta – Peskov: “Cremlino rifiuta condizioni Usa: riconoscano territori annessi”. Putin a Scholz: “Politiche occidentali distruttive”

Il portavoce di Putin ribadisce che gli Stati Uniti devono riconoscere come russe le regioni ucraine annesse per iniziare i negoziati. Kiev: "Uccisi 10-13mila nostri soldati". Putin a Scholz: "Attacchi missilistici inevitabili". Kadyrov: "Papa semina odio e discordia"

Aggiornato: 12:59

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    22:29

    IL PUNTO – Putin apre ai negoziati ma niente ritiro. L’Ue decide il price cap sul petrolio

    Il conflitto ucraino può trovare una soluzione diplomatica, ma la Russia si deve ritirare, dicono Kiev e gli occidentali. Siamo aperti a colloqui, ma non lasceremo i territori in Ucraina, risponde il Cremlino. Il presidente Usa Joe Biden dice di essere “pronto a parlare con Putin se mostra segnali di volere cessare la guerra”. Poi da Washington arriva la frenata:  “Il presidente non ha intenzione di parlare con Vladimir Putin ora” perché spetta all’Ucraina decidere se e quando può essere negoziato un accordo. “Il presidente russo era e rimane aperto a colloqui”, ma non accetterà le condizioni di Washington, ha risposto il suo portavoce Dmitry Peskov. Mosca vuole infatti che gli Usa riconoscano “i nuovi territori russi”, cioè le regioni ucraine annesse alla Federazione. “Come concludere la guerra è una domanda difficile”, ammette intervenendo ai Med Dialogues a Roma il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, rappresentante dell’unico Paese che è riuscito finora a fare incontrare i negoziatori russi e ucraini. Il quadro si dovrebbe chiarire “prima della primavera”, aggiunge, sottolineando che c’è “bisogno anche di convincere alcuni alleati occidentali a fare qualcosa per tornare al tavolo dei negoziati”.

    Se Mosca vuole veramente un dialogo “deve fare una marcia indietro e smettere di lanciare missili sulla popolazione”, afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo un incontro con lo stesso Cavusoglu. E il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in una telefonata di un’ora con Putin, ha cercato di convincerlo della necessità di un “ritiro delle truppe russe”. Sul terreno continuano i bombardamenti da entrambe le parti.  Una buona notizia l’ha data il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, secondo il quale sono a buon punto le trattative per mettere in sicurezza ed evitare che sia colpita da nuovi attacchi la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Intanto l’Ue, ancora in alto mare sull’intesa per un tetto al prezzo del gas, ha raggiunto un accordo per il price cap al petrolio russo: 60 dollari al barile. 

     

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    IL PUNTO – Putin apre ai negoziati ma niente ritiro. L’Ue decide il price cap sul petrolio

    Il conflitto ucraino può trovare una soluzione diplomatica, ma la Russia si deve ritirare, dicono Kiev e gli occidentali. Siamo aperti a colloqui, ma non lasceremo i territori in Ucraina, risponde il Cremlino. Il presidente Usa Joe Biden dice di essere “pronto a parlare con Putin se mostra segnali di volere cessare la guerra”. Poi da Washington arriva la frenata:  “Il presidente non ha intenzione di parlare con Vladimir Putin ora” perché spetta all’Ucraina decidere se e quando può essere negoziato un accordo. “Il presidente russo era e rimane aperto a colloqui”, ma non accetterà le condizioni di Washington, ha risposto il suo portavoce Dmitry Peskov. Mosca vuole infatti che gli Usa riconoscano “i nuovi territori russi”, cioè le regioni ucraine annesse alla Federazione. “Come concludere la guerra è una domanda difficile”, ammette intervenendo ai Med Dialogues a Roma il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, rappresentante dell’unico Paese che è riuscito finora a fare incontrare i negoziatori russi e ucraini. Il quadro si dovrebbe chiarire “prima della primavera”, aggiunge, sottolineando che c’è “bisogno anche di convincere alcuni alleati occidentali a fare qualcosa per tornare al tavolo dei negoziati”.

    Se Mosca vuole veramente un dialogo “deve fare una marcia indietro e smettere di lanciare missili sulla popolazione”, afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo un incontro con lo stesso Cavusoglu. E il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in una telefonata di un’ora con Putin, ha cercato di convincerlo della necessità di un “ritiro delle truppe russe”. Sul terreno continuano i bombardamenti da entrambe le parti.  Una buona notizia l’ha data il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, secondo il quale sono a buon punto le trattative per mettere in sicurezza ed evitare che sia colpita da nuovi attacchi la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Intanto l’Ue, ancora in alto mare sull’intesa per un tetto al prezzo del gas, ha raggiunto un accordo per il price cap al petrolio russo: 60 dollari al barile. 

     

  • 21:16

    Stoltenberg (Nato): “Il compito più importante ora è quello di preservare l’Ucraina come stato indipendente”

    “Il compito più importante ora è quello di preservare l’Ucraina come stato indipendente. Di un’adesione alla Nato si tratterà più tardi. Stiamo già fornendo un sostegno senza precedenti all’Ucraina e stiamo rafforzando il nostro partenariato con questo Paese”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un’intervista con la tedesca Sueddeutsche Zeitung. Stoltenberg ha anche elogiato il contributo di Berlino all’alleanza e il nuovo fondo da 100 miliardi per l’esercito tedesco, dicendo che a volte viene data l’impressione che la Germania non faccia nulla, ma invece “sono pochi i Paesi dell’Alleanza che fanno più della Germania”.

  • 20:16

    Blinken: “Gli Stati Uniti continuano a non escludere l’impiego di armi nucleari da parte della Russia”

    Gli Stati Uniti continuano a “non escludere” l’impiego di armi nucleari da parte della Russia nel conflitto in Ucraina. Lo ha detto il segretario di Stato, Antony Blinken, in un’intervista rilasciata a France 2, in occasione della visita di Stato a Washington del presidente francese, Emmanuel Macron. “È una paura” che esiste, ha detto Blinken, aggiungendo che tuttavia non sono stati visti “movimenti specifici” in questo senso. Eppure, ha detto il capo della diplomazia Usa, “non lo escludiamo, ma non solo noi – ha aggiunto – anche il presidente cinese Xi Jinping ha fatto commenti in questo senso”. Per questo, spiega, “ci sono contatti” informali con i russi per scongiurare questo rischio “catastrofico”

  • 20:15

    Odessa, otto persone ferite a Odessa per l’esplosione di un ordigno

    Otto persone, fra cui cinque poliziotti, sono rimaste ferite a Odessa per l’esplosione di un ordigno che si trovava nel bagagliaio di un’auto, nel parcheggio dell’ufficio regionale dei servizi d’emergenza. Lo riferisce Ukrainska Pravda, citando il portale locale di notizie Dumska e la radio pubblica Suspilne. A quanto si legge una pattuglia di poliziotti ha fermato un’auto Dodge e individuato l’ordigno nel bagagliaio. Quando sono arrivati i rinforzi del team investigativo, l’ordigno è esploso. Due dei poliziotti feriti sono in condizioni gravi.

  • 19:07

    Ursula von der Leyen: L’accordo dell’Ue sul tetto al prezzo del petrolio ci aiuterà a stabilizzare i prezzi”

    “L’accordo dell’Ue sul tetto al prezzo del petrolio, coordinato con il G7 e altri partner, ridurrà in modo significativo le entrate della Russia, ci aiuterà a stabilizzare i prezzi globali dell’energia, a beneficio delle economie emergenti di tutto il mondo, e sarà regolabile nel tempo così da poter reagire agli sviluppi di mercato”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. 

  • 18:58

    Kirby: “Joe Biden non ha intenzione di parlare con Vladimir Putin ora”

    “Joe Biden non ha intenzione di parlare con Vladimir Putin ora”: lo ha detto il portavoce del consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca John Kirby, sottolineando che spetta all’Ucraina decidere se e quando può essere negoziato un accordo. 

  • 18:51

    Price cap, la Casa Bianca accoglie con favore l’accordo

    La Casa Bianca accoglie “con favore” la notizia dell’accordo a livello Ue sul price cap al petrolio russo. Pur attendendo l’annuncio ufficiale, il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby, ha affermato che l’accordo “limiterà la capacità” di Vladimir Putin di “approfittare” del mercato del petrolio per finanziare la guerra in Ucraina.

  • 18:41

    “Price cap dell’Ue per il petrolio russo a 60 dollari a barile”

    L’Unione Europea si unirà al G7 nell’imporre un tetto al prezzo del petrolio russo via mare. Lo fa sapere la presidenza ceca su Twitter. Il tetto è stato fissato a 60 dollari al barile. La Polonia, che spingeva per un tetto più basso, ha ritirato la sua obiezione alla proposta europea.

  • 18:33

    Grossi (Aiea): “In corso colloqui per incontro con Putin”

    Sono in corso colloqui per organizzare un nuovo incontro tra il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi e il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha detto lo stesso Grossi alla Tass. “Sono impaziente per questo. Non so esattamente quando, stiamo discutendo. Certo, dovrò rivederlo”, ha detto il capo dell’agenzia internazionale per l’energia atomica. I due si sono già incontrati lo scorso ottobre a San Pietroburgo per discutere della non proliferazione nucleare e di una zona di sicurezza attorno alla centrale di Zaporizhzhia in Ucraina, sotto costanti bombardamenti.

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