L’udienza è stata rimandata al prossimo 12 maggio, giorno in cui saranno sentite anche altre tesserate. A motivare il rinvio della prima udienza sportiva sui presunti abusi ad alcune ex atlete della ginnastica ritmica all’indirizzo del tecnico della nazionale e direttore tecnico azzurra Emanuela Maccarani e della sua vice Olga Tishina, che si è svolta il 24 marzo presso il Tribunale sportivo della Federginnastica, sono stati presunti difetti procedurali avanzati dai legali delle due tesserate. L’accusa, secondo la procura federale, è che le due allenatrici hanno “adottato metodi di allenamento non conformi ai doveri di correttezza e professionalità, ponendo in essere pressioni psicologiche e provocando in alcune ginnaste l’insorgere di disturbi alimentari e psicologici“. In caso di condanna, per Maccarani e Tishina possono scattare l’ammonizione, la radiazione o la sospensione delle attività fino a due anni.

“Già tutto questo sta incidendo notevolmente sulla tranquillità del lavoro che credo io e lo staff siamo riusciti con grande professionalità a portare avanti – ha detto Maccarani, come riporta il quotidiano Il Giorno –. Naturalmente preoccupa il fatto di affrontare le prossime competizioni con ancora questa situazione aperta”. E il riferimento è alla esposizione mediatica “che ha portato il nome delle Farfalle ad essere avvicinato ad abusi e maltrattamenti, fatti che non rispondono al contesto della nazionale a cui purtroppo invece vengono associati”.

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