Sei sempre stata la sorella più forte e coraggiosa. Mi mancherai ogni giorno, ogni momento, ogni notte”. È questo il messaggio che il fratello di Saman Abbas ha deciso di far scrivere sulla stele posata a fianco della tomba della 18enne nel cimitero di Novellara, in provincia di Reggio Emilia. La ragazza è stata uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021, dopo aver rifiutato un matrimonio forzato. Il corpo è stato trovato dopo un anno e mezzo in un casolare vicino alla casa dove viveva. Oggi 26 marzo, a distanza di quasi tre anni dal femminicidio della giovane donna, c’è stato il funerale: è stato eseguito con rito islamico e in forma privata. Sulla stele, a fianco delle parole del fratello, è stata incisa una farfalla.

Solo il 19 dicembre scorso, la Corte di assise reggiana ha condannato all’ergastolo per il femminicidio di Saman il padre Shabbar Abbas, estradato dal Pakistan e la madre Nazia Shaheen, ancora latitante, a 14 anni lo zio, Danish Hasnain, mentre ha assolto e liberato i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. La cerimonia di inumazione è avvenuta in forma riservata anche per tutela del fratello più giovane della ragazza, testimone contro i propri parenti. Il rito è stato curato Yassine Lafram (presidente dell’Ucoii, l’unione delle comunità islamiche d’Italia). Presenti una decina di persone care al fratello, una delegazione della comunità islamica locale, la prefetto Maria Rita Cocciufa in rappresentanza dello Stato e la sindaca di Novellara Elena Carletti. In paese oggi è stato proclamato il lutto cittadino e dalle 19 si svolgerà una fiaccolta perché la cittadinanza possa rendere omaggio alla ragazza.

“Questa è una piccola comunità”, ha detto la sindaca incontrando i giornalisti poco prima del funerale, “Novellara è abituata da decenni a una convivenza che è sempre stata importante, sostenuta, tra comunità e religioni differenti. Il caso di Saman ha sconvolto l’intera comunità, mai era accaduto un livello simile di violenza, mai avremmo potuto immaginare un fatto del genere“. “Tutto questo si traduce in una responsabilità ancora più forte per contrastare questi episodi di violenza e per lavorare in operazione di prevenzione e accompagnamento. Questa mattina ero alle scuole medie di Novellara, le ultime scuole a ospitare Saman e il fratello. Insieme alle ragazze e ai ragazzi è stato un bellissimo momento di riflessione sul significato della libertà, del rispetto tra culture e sulla necessità di adoperarci tutti quanti per contrastare la violenza”. Quindi Carletti ha aggiunto: “E’ importante che sia nel nostro cimitero. Saman resterà a Novellara come simbolo di libertà e di impegno per tutti“. E a proposito dell’impegno dell’amministrazione locale ha commentato: “Il Comune a fine dicembre ha istituito un fondo di bilancio alimentato da risorse pubbliche e private, se ci saranno. Attraverso questo fondo abbiamo calendarizzato un corso di formazione: le dinamiche che accompagnano i matrimoni forzati sono complesse e gli operatori del settore devono conoscere ed essere sempre più preparati. Contrastarlo significa addentrarsi in tradizioni a noi spesso sconosciute. Inizierà questo corso entro la primavera, 25 ore di formazione, ed è il primo atto che faremo con questo fondo”.

*Foto di Emiliatimes.it

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