La Commissione Ue ha rivisto le regole sulle crisi bancarie concentrandosi in particolare sugli istituti medio-piccoli. L’intento è quello di scongiurare salvataggi a carico dei conti pubblici come quello per la banca americana Silicon valley bank. Le nuove misure mirano a preservare la stabilità finanziaria per evitare il rischio di contagi facilitando un uso preferenziale dei sistemi di garanzia dei depositi, dopo che nella banca in crisi sono state esaurite le capacità interne di assorbimento delle perdite. Ovvero dopo che le perdite sono state assorbite da azionisti ed obbligazionisti. In quest’ottica vengono rafforzate le regole per la protezione dei depositi con un incremento dei fondi a disposizione per questa finalità. . La proposta armonizza ulteriormente gli standard di tutela dei depositanti in tutta l’Unione europea ed estende la protezione agli enti pubblici (ad es. ospedali, scuole, comuni), nonché al denaro dei clienti depositato in alcuni tipi di fondi (ad es. da società di investimento, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica). La proposta include misure aggiuntive per armonizzare la protezione di saldi elevati temporanei su conti bancari superiori a 100mila euro legati a specifici eventi della vita (come eredità o indennità assicurative). La proposta della Commissione non è esente da critiche tra i paesi membri. Sebbene il principio di ridurre il più possibile il ricorso a denaro pubblico sia condiviso, il timore di alcuni governi è quello di un eccesso di condivisione nella gestione di crisi che dovessero riguardare banche di altri stati. La Germania in particolare guarda alla riforma con grande diffidenza.

“Vediamo spesso le autorità nazionali utilizzare il denaro dei contribuenti per affrontare un fallimento incombente, invece delle risorse interne delle banche e delle reti di sicurezza finanziate dal settore. Significa che il sistema di risoluzione istituito nell’ambito dell’Unione bancaria non viene utilizzato appieno come previsto. Vogliamo quindi ampliare il campo di applicazione della risoluzione delle crisi, per far sì che un maggior numero di banche in fallimento possa essere gestito in modo efficace, anziché esserlo al di fuori del sistema europeo”, ha detto il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, presentando alla stampa la riforma delle regole sulle crisi bancarie. “Nel complesso, l’Unione bancaria è stata un successo. Il settore bancario dell’Ue è forte e in buona forma. Ha rafforzato in modo sostanziale la sua capacità di resistenza. Il sistema dell’Ue funziona bene, con regole forti che consentono alle autorità nazionali di gestire efficacemente le crisi bancarie”, ha aggiunto Dombrovskis. La riforma del trattato del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) “è uno degli elementi direi importanti” come “backstop al fondo di risoluzione unico” delle banche. “Più lungo è il processo di ratifica e meno presto avremo l’introduzione del backstop”, il paracadute con il Mes al Fondo di risoluzione delle banche. “Allo stesso tempo sappiamo che questo passo” sta affrontando “un numero di altre problematiche molto importanti”, ha concluso Dombrovskis, interpellato in conferenza stampa sulla mancata ratifica italiana della riforma del Mes.

Paschal Donohoe, presidente dell’Eurogruppo, saluta “con favore” la proposta della Commissione . “Gli eventi recenti ci hanno ricordato che gli shock nel sistema bancario possono emergere in qualsiasi momento” ricorda Donohoe, segnalando che le riforme già effettuate “hanno consentito alle banche operanti nell’Ue di resistere meglio agli shock”. “Alla prossima riunione dell’Eurogruppo del 28 aprile 2023, discuteremo dell’Unione bancaria, compreso un primo scambio politico sulla proposta legislativa”, segnala quindi il presidente dell’Eurogruppo.

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