La crisi ucraina rischia di far sentire i propri effetti sui mutui, anche se è ancora difficile prevedere quale direzione prenderà il mercato.

In linea teorica, le prospettive per l’erogazione di mutui sono ottime. Sia le compravendite immobiliari sia le richieste di finanziamento appaiono in crescita. Ma le variabili in campo sono numerose. Per l’approfondimento completo, consulta l’articolo sul Magazine di Immobiliare.it

Le possibili reazioni per la ripresa economica mondiale

Ora però è arrivata la crisi ucraina. I venti di guerra faranno alzare o diminuire il costo del denaro?

Il conflitto non fa che infiammare ulteriormente il panorama, visto che proprio dalla Russia arrivano grandi forniture di gas e petrolio verso l’Europa. Di prassi, le banche centrali alzano i tassi (cioè il costo del denaro) per contenere l’inflazione.

Esiste però un elemento contrario. Un conflitto prolungato e di larga portata, che ha già portato alla riduzione di tante attività come l’interscambio di merci o la circolazione aerea, andrebbe a minare la ripresa economica mondiale.

“Fisso” più caro di mezzo punto

L’ultima rilevazione della Banca d’Italia registrava, per i mutui a tasso fisso, un Taeg medio di mercato dell’1,96%. Le migliori offerte possono collocarsi anche intorno all’1,5%, ma sono comunque superate le soglie che dominavano fino alla prima metà del 2021, quando si poteva agevolmente trovare una finanziamento intorno all’1%.

Come fare a capire quanto incidono i movimenti dei tassi sulla rata concreta del mutuo? Tutto dipende dalla durata e dall’importo richiesto. Ma in media, si può dire che a parità di variabili (durata, ammontare), una differenza di mezzo punto percentuale a livello di Taeg finale determini una differenza di 20/25 euro sull’ammontare mensile della rata. Il che potrebbe sembrare una differenza minima, ma moltiplicato per il numero complessivo di rate, per esempio 240 mensilità di un finanziamento a 20 anni, comporta un esborso maggiore di 5/6.000 euro.

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