Franco Cassano, sociologo ed ex parlamentare Pd barese, è morto a 78 anni stamani, 23 febbraio. Nato ad Ancona il 3 dicembre 1943, era malato da tanti anni. Esponente, fra i più giovani, della corrente di pensiero politico definita la scuola barese, insieme al politico, storico e filosofo Beppe Vacca e al politico e filosofo Biagio De Giovanni, nel 2003 aveva fondato e animato con altri intellettuali baresi l’associazione Città Plurale, laboratorio di civismo per la costruzione di quella stagione politica definita la Primavera pugliese, che aprì la strada alle esperienze politiche di Michele Emiliano come sindaco di Bari e di Nichi Vendola come governatore della Puglia. Alle elezioni politiche del 2013 era stato eletto deputato del Pd nella circoscrizione Puglia, ricoprendo poi il ruolo di componente della commissione Esteri. Oltre a un politico però, era anche un accademico. Professore ordinario di Sociologia e Sociologia dei Processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, tra le sue opere più note Il pensiero meridiano e L’umiltà del male, entrambi scritti per la Laterza, e Modernizzare stanca, edito dal Mulino. Tra le altre cose, fu anche editorialista de l’Unità e di Avvenire.

“Franco Cassano ci ha insegnato a credere in quello che siamo e, soprattutto, in quello che possiamo diventare. Dire che ci mancherà è troppo poco. Oggi siamo tutti orfani. Addio Franco”, scrive su Facebook il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro. “Un intellettuale e un maestro. un uomo dall’intelligenza originale e sorprendente, che come nessun altro ha saputo rivoluzionare i paradigmi del racconto del Sud e dell’essere meridionali. Un uomo a cui questa terra deve moltissimo. Un uomo di sinistra. Un uomo sempre di parte. Un uomo mai fazioso. Un uomo che riusciva a coniugare un pensiero solidissimo e profondo, con una straordinaria leggerezza”, conclude Decaro. Mentre così scrive il segretario Pd Nicola Zingaretti su Facebook: “Con la scomparsa di Franco Cassano l’Italia perde uno dei suoi più grandi intellettuali. Dagli anni Settanta a oggi, con il suo sguardo acuto e profondo di chi vede lontano, ha aperto strade nuove al pensiero della sinistra e all’impegno civico e meridionalista per intere generazioni. Perdiamo un punto di riferimento, anche per il Pd, un maestro di avanguardie, ci mancherà moltissimo”.

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