Sono circa 50mila in Italia i pazienti in dialisi e affetti da malattia renale. È per loro l’appello che Aned (l’Associazione nazionale emodializzati) ha rivolto al ministro della Salute, Roberto Speranza, al coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e ai vertici dell’Aifa. Le persone sottoposte a dialisi devono rientrare tra le categorie cui verrà somministrato il vaccino anti Covid in via prioritaria, chiede Aned, subito dopo il personale sanitario e gli over 80 in lungo degenza, e in contemporanea con i cittadini con più di 60 anni, gli insegnanti e le persone che soffrono di immunodeficienza.

L’obiettivo è attivare al più presto un protocollo specifico per la somministrazione adeguata e prioritaria del vaccino anti Covid a chi soffre di insufficienza renale cronica ed è in attesa di un trapianto. “Gli studi scientifici ci dicono che i pazienti dializzati hanno una ridotta memoria immunologica – sottolineano i firmatari della lettera Giuseppe Vanacore, presidente di Aned, e Antonio Santoro, presidente del Comitato scientifico dell’associazione – Vuol dire che la loro protezione contro i virus dipende dalla concentrazione di anticorpi contenuta nel vaccino. Ecco perché bisogna agire immediatamente, è necessario definire la quantità di vaccino che deve essere somministrata a questi specifici soggetti fragili per garantire loro la giusta protezione dal Covid”.

Lo studio condotto dalla società italiana di nefrologia indica che il 37,7% delle persone in terapia dialitica che hanno contratto il Covid-19 è deceduto. Un tasso di mortalità quasi 4 volte più alto rispetto alla media nazionale. Per questo l’Aned chiede l’inserimento di questi malati cronici nei programmi di priorità per la vaccinazione, accompagnati da uno specifico protocollo, accanto alle altre categorie di soggetti deboli, compresi i trapiantati e i pazienti in attesa di trapianto. “Occorre muoversi immediatamente, il vaccino è il loro unico scudo”.

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