Nel 2019 – l’anno prossimo – arriveranno sul mercato i primi smartphone con supporto alle reti 5G. Si tratterà di prodotti di fascia alta, con caratteristiche di alto profilo e un prezzo certamente elevato per i più. Molti prodotti avranno però una cosa in comune, la piattaforma sotto al display.

Diciotto produttori di smartphone, tra le cui fila abbiamo nomi del calibro come Xiaomi, HTC, Sony, LG, Motorola, Google e Samsung, si sono impegnati ad adottare la nuova piattaforma Snapdragon 855 di Qualcomm, che fa proprio del supporto 5G integrato uno dei suoi punti di forza.

Ci sono diverse differenze tra l’attuale rete 4G e la futura 5G, a partire dalla velocità, che sarà superiore. In termici tecnici si parla di un massimo di 20 gigabit al secondo di picco, ma soprattutto sarà la latenza a scendere di ben 10 volte, assicurando un accesso in tempo reale ai contenuti. Il 5G potrà inoltre gestire molti più utenti, rendendo il fenomeno della congestione delle reti un brutto ricordo del passato.

Tutto questo, dunque, sarà a portata di mano di chi acquisterà uno smartphone di fascia alta nel 2019. Oltre alle maggiori prestazioni con i giochi e le applicazioni, lo Snapdragon 855 pone l’accento sull’intelligenza artificiale, un trend che ci accompagnerà a lungo. Quando si parla di intelligenza artificiale, non si fa riferimento solo all’assistente integrato nello smartphone, come Siri di Apple o Google Assistant, ma anche a tutti quegli automatismi che consentono di ottenere ad esempio foto migliori, anche in condizioni di scatto non ideali.

Grazie a un “Engine AI” di quarta generazione, Qualcomm promette prestazioni triplicate rispetto al suo precedente chip, lo Snapdragon 845, e addirittura raddoppiate rispetto ai diretti concorrenti, come il chip A12 che trovate negli iPhone di ultima generazione. Maggiori prestazioni equivalgono a ulteriori possibilità per chi progetta smartphone di usare l’intelligenza artificiale in modi sempre più avanzati.

Altra novità, che vedremo in lungo e in largo nei telefoni del prossimo anno, sarà il sensore di impronte digitali integrato direttamente nello schermo. Alcuni telefoni in commercio, come il Mate 20 Pro di Huawei, ce l’hanno già, ma il supporto da parte di Qualcomm e della sua piattaforma allargherà la platea di prodotti. Il sensore integrato nel display permetterà ancora di più di proporre smartphone “a tutto schermo”, con cornici ridotte all’osso o assenti, ma anche pieghevoli.