Danilo Toninelli pensa a misure più severe per chi si ostina a parlare con lo smartphone in mano mentre guida. Come il ritiro della patente, provvedimento forte già ventilato alla fine di luglio e sul quale il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture – in questa estate funestata da incidenti gravissimi come quello di Bologna, per il quale è in corso l’acquisizione di tabulati telefonici e traffico web dell’autista che ha causato il maxitamponamento – insiste.

Secondo l’Istat tra le prime cause degli incidenti stradali figura la distrazione che, in crescita esponenziale, è sempre più spesso dovuta all’uso scorretto dei cellulari per parlare e stare sui social, leggere e mandare sms, da guidatori incuranti delle conseguenze di questa abitudine fuorilegge. Nell’ultimo anno, secondo il report dell’Istituto nazionale di statistica dedicato alla sicurezza stradale, sono state quasi 150mila le contravvenzioni scattate per questo tipo di infrazione.

“Penso sia giunto il momento di valutare qualche intervento nel Codice della strada” sull’uso degli smartphone alla guida, ha annunciato Toninelli il 31 luglio rispondendo in audizione al Senato. “Penso sia il momento di inasprire qualche sanzione”, aveva aggiunto il ministro sottolineando anche la necessità di fare cultura della prevenzione contro questa piaga. Domenica, Toninelli è stato ancora più esplicito e tornando sul tema ha precisato che “stiamo ragionando su un inasprimento delle sanzioni” per chi usa lo smartphone mentre sta guidando, “fino all’eventualità del ritiro immediato della patente”. Poiché solo la ‘repressione non basta, lo stesso Toninelli ha spiegato che “prima ancora di una scelta sulle norme, servono più controlli e una doverosa opera di sensibilizzazione culturale, specie tra i giovani: senza un cambio di mentalità, i risultati saranno sempre parziali”.

Per il ministro dei Trasporti, il flagello degli incidenti causati dal cellulare al volante “è un fenomeno gravissimo, perché ha a che fare con le nostre abitudini più radicate e con l’idea, errata, che in fondo certe cose possano accadere solo agli altri. Ciò rappresenta una tragica sottovalutazione dei rischi”, ha concluso Toninelli.

In base alle tabelle dell’Istat, tra le prime cause degli incidenti, ci sono la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza o del semaforo e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). I mesi estivi, inoltre, si confermano quelli con il maggior numero di incidenti mortali. Maggio, giugno e luglio, hanno picchi di oltre 16mila sinistri e 300 vittime per ogni mese. Ad agosto si verificano gli incidenti più gravi, con due morti ogni 100 incidenti. Le violazioni più sanzionate riguardano l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza, come le cinture, e l’uso del cellulare alla guida.

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