Sarà processato con il rito abbreviato il prossimo 28 marzo Carmelo Cipriano, istruttore di karate bresciano di 44 anni, che secondo l’accusa avrebbe consumato rapporti sessuali con le ragazzine iscritte alla sua palestra a Lonato del Garda. Tutte minorenni, una addirittura 12enne all’epoca del primo approccio sessuale. “La sua condotta denota una totale assenza di freni inibitori ed un totale sprezzo delle regole di civile convivenza e di mancanza di rispetto per la vita altrui, dimostrando infine di essere avvezzo all’uso della violenza e della prepotenza e di farvi ricorso con assoluta disinvoltura” ha scritto il pm di Brescia Ambrogio Cassiani quando a ottobre aveva chiesto e ottenuto l’arresto di Cipriano, attualmente in carcere, che si è separato dalla moglie qualche settimana dopo essere stato arrestato.

Il suo legale aveva chiesto tre perizie neuropsichiatriche, sul suo assistito e su due ragazze che lo accusano, ma il pm Ambrogio Cassiani ha chiesto il rigetto e il giudice ha accolto la posizione del pm. Per il 28 marzo è stata fissata l’udienza preliminare di altri due adulti coinvolti nell’inchiesta: un 51enne milanese residente a Castiglione delle Stiviere nel Mantovano e un 44enne mantovano, entrambi a piede libero.

L’indagine della Procura bresciana era nata dalla denuncia dell’allieva che aveva 12 anni quando subì i primi palpeggiamenti dall’istruttore durante un pigiama party organizzato in palestra. La giovane, oggi 22enne, ha raccontato agli inquirenti che fino all’età di 15 ha continuato ad avere rapporti sessuali completi con l’imputato. La prima volta la sera del 31 dicembre 2009 a 13 anni. “Non ero felice e non volevo avere rapporti con lui e questo lo faceva arrabbiare moltissimo. Mi controllava sistematicamente il telefono e si adirava quando gli rappresentavo che intendevo fare altre cose al di fuori della palestra” ha fatto mettere a verbale la ragazza. Agli atti anche la denuncia dei genitori di un’altra iscritta ai corsi di karate che con Cipriano ha avuto una lunga relazione. E che in Procura ha assicurato che “lui era conscio che ero minorenne”.