Non hanno la “capacità genitoriale”. Alexander Boettcher e Martina Levato non possono crescere ed accudire il bimbo partorito più di nove mesi fa dalla giovane, condannata nei due processi sulle aggressioni con l’acido, così come il suo ormai ex amante. Lo hanno messo nero su bianco con una relazione ‘tranchant’, stando ad indiscrezioni, la neuropsichiatra Cecilia Ragaini e la psichiatra Simona Taccani, i due periti nominati dal Tribunale per i minorenni di Milano che dovrà decidere sul destino del piccolo. Anche i nonni del bambino, tra l’altro, secondo i consulenti dei giudici, non avrebbero la “capacità accuditiva“.

I due psichiatri erano stati incaricati, lo scorso 9 novembre, dal Tribunale per i minorenni di effettuare una “consulenza tecnica d’ufficio” su profili “psico-diagnostici” per stabilire l’eventuale capacità “genitoriale” di Boettcher e Levato e per valutare se i loro genitori avessero o meno la capacità “accuditiva”. Una decisione presa dai giudici nell’ambito del procedimento di adottabilità del bimbo, temporaneamente collocato in una casa famiglia lontano dal capoluogo lombardo, e dopo che i servizi sociali del Comune di Milano avevano depositato una loro relazione sul nucleo familiare e chiesto più tempo per fare valutazioni.

Dopo le visite in carcere in questi mesi, i due periti hanno trasmesso oggi ai consulenti di parte (nominati dal legale di Martina, Laura Cossar, e da quello di Alex, Valeria Barbanti) una bozza di relazione nella quale, da quanto si è saputo, le valutazioni sulle capacità genitoriali dei due giovani sarebbero negative anche alla luce dei fatti gravi da loro commessi, delle loro devianze sessuali e dell’entità delle pene che sono state loro inflitte (per Martina 12 anni in appello per il caso Barbini e 16 anni in primo grado per le altre aggressioni; per Alex 14 anni in appello per l’aggressione ai danni di Barbini e 23 anni per gli altri blitz).

Entro il 7 giugno i consulenti di parte degli ex amanti e dei loro genitori, nonni del piccolo, potranno preparare le loro osservazioni critiche sul lavoro degli esperti nominati dai giudici e poi entro il 14 giugno tutte le relazioni e gli atti saranno depositati alle parti. In seguito, dovrà essere fissata un’udienza davanti ai giudici minorili che dovranno decidere sul destino del piccolo affidato temporaneamente alla casa famiglia già lo scorso agosto, pochi giorni dopo la nascita. Alla fine del procedimento, i giudici potrebbero anche decidere di dichiarare il bimbo adottabile e di affidarlo subito, in vista dell’adozione, ad una famiglia ‘terza’. Le parti però potranno fare appello.

Intanto, Martina e Alex, che nel corso dei processi hanno iniziato ad accusarsi a vicenda (la ragazza, in particolare, dopo aver difeso l’amante ha raccontato che era lui il “regista” dei blitz), hanno deciso di dare battaglia, l’uno contro l’altro, anche nel procedimento sull’adottabilità. Tuttavia, le valutazioni dei periti sono negative per entrambi e ora toccherà ai consulenti di parte cercare di smontarle in vista dell’udienza davanti ai giudici.

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