Non si poteva che parlare di magia al congresso nazionale dell’Associazione italiana sommelier, che si è tenuto lo scorso week end a Torino. Dopo Roma e Firenze, spettava di diritto alla prima capitale d’Italia ospitare i sommelier per il loro momento di approfondimento, discussione ma anche di festa. E il collegamento con la magia è stato immediato, visto che Torino è da sempre considerata una delle città più misteriose d’Europa. I nobili palazzi della città, dove si è decisa la storia d’Italia, hanno aperto le porte al vino, ritornando ai fasti del passato. Oltre alle impegnative degustazioni guidate (anche di Bordeaux e Borgogna), a Palazzo Carignano (dove nacque Vittorio Emanuele II) decine di aziende hanno presentato i loro migliori prodotti: accanto al re Barolo e alla regina Barbaresco, hanno trovato posto anche il Roero, il Nizza e le varie declinazioni del vitigno nebbiolo in Alto Piemonte. C’è stato persino chi, per l’occasione, ha dato la possibilità di assaggiare una perfetta bottiglia di Carema del 1985. Commovente. Davvero.

«Abbiamo fatto conoscere la città ai sommelier di ogni parte d’Italia – dice il presidente Ais Piemonte, Fabio Gallo – e Torino, a sua volta, ha risposto con grande entusiasmo, partecipando a tutte le attività proposte. Molti dei produttori piemontesi con il congresso hanno conosciuto meglio i luoghi di incanto che fanno parte del patrimonio culturale di questa terra. Come il vino.»Tre giorni talmente magici, che persino l’austero Palazzo Reale è diventato il palcoscenico ideale della serata di gala, con uno spettacolo internazionale di illusionismo (organizzato in collaborazione con Masters of magic) e lo Champagne di otto diverse maison. Insomma, una festa per l’Ais, che nel 2015 celebrerà i cinquant’anni di attività, con i suoi 35mila membri sparsi per tutte le regioni d’Italia. Se originariamente l’associazione era aperta solo a chi si occupava professionalmente di vini e ristorazione, oggi sono molti anche coloro che seguono i vari corsi per semplice passione. E, ovviamente, per poter tenere banco durante le cene tra amici, anche se nessuno lo ammetterà mai. Eppure, i sommelier sono anche tipi molto concreti: «Il vino è affascinante, seduce e cattura – spiega il presidente nazionale, Antonello Maietta – ma è anche in grado di regalare grandi possibilità professionali. Moltissimi giovani si stanno avvicinando a noi e, tra questi, la maggioranza è di ragazze. Il sommelier non è ingessato, formale e distaccato: l’entusiasmo dei nuovi associati lo dimostra». D’altra parte, lo stesso presidente ci racconta che lui è diventato sommelier quasi per caso, quando, pur studente di economia e commercio, ha iniziato ad aiutare la madre nel suo ristorante in Liguria: «All’ennesima brutta figura con un cliente intenditore di vini, ho deciso di seguire un corso di base per avere le informazioni essenziali per sopravvivere. Da allora, ho continuato ad alimentare il mio interesse».

Una passione che per molti diventa un lavoro importante, anche all’estero, visto che «l’approccio integrale, non legato esclusivamente al vino, ma in generale a tutto il settore del gusto, è estremamente apprezzato». A Londra, i sommelier italiani sono richiestissimi perché conoscono bene il cibo, sono cordiali e di conseguenza piacciono ai clienti e stimolano le vendite. Uno stile italiano che è in grado di fare la differenza e di proporre qualche accostamento originale, dai formaggi arborinati con un vino dolce o passito fino alle triglie alla livornese accompagnate da un rosso Dolcetto. Persino i cibi definiti dagli storici manuali “impossibili da abbinare” (carciofi, agrumi, asparagi e cioccolato), oggi sono un campo di ricerca intrigante. Ecco qualche suggestiva idea del presidente Maietta: «I temibili carciofi ben si accompagnano a un avvolgente Grillo siciliano, l’acidità degli agrumi viene arrotondata da un dolce Moscato d’Asti, l’aromaticità degli asparagi è perfetta per un Sauvignon e il cioccolato conclude un ottimo pasto con un Porto o comunque con un vino liquoroso.» Conviene prendere appunti…

di Danilo Poggio 

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