Matteo Renzi ha presentato in Direzione nazionale Pd le capolista del Pd alle elezioni europee di maggio. Sono tutte donne, come annunciato in mattinata nell’intervento del segretario a Vinitaly. Si tratta di Alessia Mosca nella circoscrizione Nordovest, Alessandra Moretti nel Nordest, Simona Bonafè al Centro, Pina Picierno al Sud e la siciliana Caterina Chinnici nella circosrizione delle isole. Sono confermati così i nomi circolati in questi giorni. Chinnici la spunta sul sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. Ed è stato il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta ad attaccare frontalmente Caterina Chinnici, nel suo intervento in Direziona nazionale, perché “è stata assessore nella giunta di Lombardo, poi condannato”. Meglio Giusi Nicolini, ha chiarito Crocetta. Altrettanto secca la replica del segretario regionale siciliano Fausto Raciti: “Invito a non additare personalità così importanti con accuse pesanti, dato che Chinnici non ha condanne penali”. Al termine della discussione, la Direzione ha approvato le liste all’unanimità.

IN LISTA GLI EX MINISTRI ZANONATO E KYENGE. Queste le teste di lista del Pd per le prossime europee. Nord Ovest: Alessia Mosca, Mercedes Bresso, Sergio Cofferati. Nord Est: Alessandra Moretti, Paolo De Castro, Cecile Kyenge. Centro: Simona Bonafè, David Sassoli, Roberto Gualtieri. Sud: Pina Picierno, Michele Emiliano, Gianni Pittella (la Direzione nazionale ha approvato a larga maggioranza la deroga necessaria a candidarsi dopo tre mandati). Isole: Caterina Chinnici, Renato Soru, Giusi Nicolini. “40 per cento donne nelle liste”, spiega Lorenzo Guerini.

Pochi nomi di politici conosciuti a livello nazionale. Numerosi sindaci e amministratori locali. Tanti esponenti delle professioni, della scuola e università, dell’associazionismo e del volontariato. Tra le personalità più note, nella circoscrizione Nord-Est figurano la senatrice Isabella De Monte e l’ex ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. Nel Nord-Ovest spiccano i parlamentari europei uscenti Patrizia Toia e Pier Antonio Panzeri.

Nel Centro saranno candidati un’altra deputata dell’Assemblea di Strasburgo come Silvia Costa, il direttore del Festival del Cinema di Roma Goffredo Bettini, l’ex primo cittadino di Firenze Leonardo Domenici, l’ex vice-sindaco della Capitale Enrico Gasbarra, la direttrice editoriale di “Left” Ilaria Bonaccorsi.

Nel Mezzogiorno verranno ripresentati gli euro-parlamentari Andrea Cozzolino e Pino Arlacchi, tra il 1997 e il 2002 responsabile del Programma delle Nazioni Unite contro le droghe. Nelle isole il nome più celebre è quello del segretario dei Giovani democratici e deputato Fausto Raciti. “Io chiedo che il mio nominativo venga sostituito con quello di Antonello Cracolici”, ha però affermato Raciti. Ma non è quello siciliano l’unico scontro. Lo scrittore Roberto Saviano ha attaccato ieri la candidatura di Cozzolino. “Se il Pd davvero candiderà alle europee Andrea Cozzolino, delle due l’una: o candida un politico che aveva fatto brogli e scambi per ottenere la vittoria o, all’epoca, annullare le primarie fu un atto ingiusto contro di lui”. In un post su Facebook, Saviano ha invitato il Partito democratico a “chiarire al più presto”, oppure “la sua credibilità continuerà a essere minata da scelte che sperano nella memoria corta degli italiani”.

COZZOLINO CANDIDATO DOPO L’ATTACCO DI SAVIANO. Cozzolino, europarlamentare uscente e candidato alle primarie del centrosinistra nel 2011 per la scelta del candidato a sindaco di Napoli, poi annullate, fu “accusato di aver vinto quelle primarie a causa di infiltrazioni e brogli – ricorda Saviano – Bersani si vide costretto ad annullare le primarie a sindaco e a inviare a Napoli, come commissario, Andrea Orlando, attuale ministro della Giustizia, al tempo responsabile nazionale Giustizia. Orlando disse che a Napoli ‘era necessario un azzeramento’, che ‘era in atto un’infezione nell’organizzazione del partito’. Che anzi ‘non era più un partito, ma una federazione di correnti e subcorrenti'”. Continua l’autore di Gomorra: “La Dda avviò indagini per determinare il ruolo che il clan Lo Russo aveva avuto nel determinare la scelta del candidato sindaco. A distanza di tre anni cosa accade? Accade ciò che da un partito che dice di volersi rinnovare non ci si aspetterebbe. Accade che il Pd spera che la memoria si sia offuscata, per non fare chiarezza su una pagina vergognosa della sua storia”.

E’ seguita immediatamante una nota di Cozzolino. “Sono d’accordo con Roberto Saviano: il Pd oggi può dire parole chiare sulle primarie 2011 per il Comune di Napoli. Per quanto mi riguarda, come si è poi confermato, il mio comportamento è stato sempre di massima correttezza“. Ma in quel momento “fu tuttavia giusto fare politicamente un passo indietro. Quel gesto – ricorda Cozzolino – servì infatti a restituire un minimo di serenità ad un partito dilaniato. Del resto, è stata proprio quella condizione di logoramento a spingere l’allora commissario Orlando ad archiviare definitivamente le primarie e a fargli proseguire il suo lavoro a Napoli. Anche grazie a questo si è riusciti a fare maggiore chiarezza sull’accaduto”.

RENZI: “CINQUE DONNE ALLA GUIDA DELLE CINQUE LISTE”. Polemiche a parte, la svolta rosa è stata annunciata da Renzi in mattinata. “Sì, posso dire che il Pd avrà cinque donne alla guida delle cinque circoscrizioni alle europee, è la migliore risposta a chi in questi mesi ha accusato me di scarsa sensibilità sul tema”, aveva anticipato il premier, ospite di Vinitaly a Verona. “I giornali mi fanno le prediche sul fatto che l’Italia non valorizza le donne, ma poi vedo i miei ministri, le candidature di cinque donne, il mio partito fatto da metà donne e poi nelle redazioni di quei giornali per avere un articolo firmato da una donna se ne vede uno ogni 15 giorni”, ha aggiunto il premier.

“Noi abbiamo un pluralità di questioni aperte se le affrontiamo tutte non reggiamo la discussione di oggi: nei prossimi 50 giorni darei priorità alla campagna elettorale”, ha affermato Renzi in Direzione nazionale. “Capisco le discussioni, le polemiche, le posizioni diverse ma siamo ad un passo da una campagna elettorale importante”. A proposito delle critiche sulle riforme costituzionali, il segretario ha ironizzato sui “professori” e ha preso di petto Salvatore Settis, “professore di archeologia” che lo ha accusato di essere a palazzo Chigi “senza passare dal voto”. A Settis, ha affermato, “ricordo che neanche nell’archeologia italiana il presidente del consiglio è eletto dal popolo”.

QUOTE ROSA, IL DDL E’ LEGGE. Proprio stamattina è arrivato il sì definitivo dell’Aula della Camera al ddl sulle elezioni europee, che contiene fra l’altro il meccanismo delle quote rosa. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 338 sì, 104 no e 29 astenuti (i deputati della Lega). Il ddl introduce le quote rosa nelle elezioni europee a partire dal 2019, con una misura transitoria per le elezioni di maggio 2014. Stabilisce che “nelle prime elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia successive alla data di entrata in vigore della presente legge nel caso di tre preferenze espresse” queste “devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza”.

La Camera ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad adottare ogni iniziativa utile a dividere la circoscrizione Sardegna-Sicilia in due nuove circoscrizioni. Dopo la bocciatura dell’emendamento a voto segreto, questo documento darebbe, in futuro, ai sardi la certezza di eleggere i propri rappresentanti nelle Istituzioni europee.

Per le elezioni successive, dunque a partire dal 2019, si stabilisce che “all’atto della presentazione, in ciascuna lista i candidati dello stesso sesso non possono eccedere la metà, con arrotondamento all’unità. Nell’ordine di lista, i primi due candidati devono essere di sesso diverso”. All’ufficio elettorale circoscrizionale viene dato anche il compito di “verifica” del rispetto della parità nelle liste e si dice che “in caso contrario, riduce la lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto della medesima disposizione”.

CIRCOSCRIZIONE ISOLE, LA SARDEGNA VUOLE SEPARARSI. Qualora la lista, “all’esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore al minimo prescritto”, l’ufficio “ricusa la lista”. Il provvedimento modifica anche il titolo V della legge per la promozione dell’equilibrio di genere nella rappresentanza politica alle elezioni del Parlamento europeo, stabilendo che l’elettore può esprimere fino a tre preferenze: “Nel caso di più preferenze espresse, queste – si legge nel testo come modificato – devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza”.

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