Più di trenta domande inviate prima dell’assemblea – a cui l’impresa ha già risposto – e altre dieci pronte ad essere sottoposte alla società oggi, a partire dalle 10, quando si riuniranno gli azionisti di Eni in Piazzale Enrico Mattei a Roma. Gli azionisti critici, guidati dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Banca Etica, fcre.it) e da Crbm(crbm.org) scendono di nuovo in campo. “Chiederemo maggiore trasparenza sulle remunerazioni dei manager e sul gas flaring in Nigeria, che provoca gravi impatti ambientali”, ha dichiarato al fattoquotidiano.it Andrea Baranes, presidente della Fondazione di Banca Etica.

Sotto la lente la politica di remunerazione della multinazionale italiana del petrolio che sarà posta al voto consultivo degli azionisti al terzo punto all’ordine del giorno. “Gli indicatori utilizzati per determinare i compensi dei manager non sono chiari”, continua Baranes. “Nel 2011 sono stati corrisposti all’amministratore delegato Paolo Scaroni 5,884 milioni di euro, il 33% in più rispetto al 2010, ma l’utile netto è cresciuto solo dell’1,5% rispetto al 2010. Come si spiega questa differenza?”. La questione dei megastipendi dei manager Eni ed Enel, società nelle quali il tesoro italiano possiede oltre il 30% delle azioni, era già stata sollevata dal Fatto Quotidiano e da un’interrogazione parlamentare dell’Idv.

Lo stesso rappresentante del ministero delle finanze, intervenuto il 30 aprile all’assemblea di Enel, ha chiesto di adottare “politiche ispirate al massimo rigore e contenimento nella fissazione del remunerazione di consiglieri e direttori generali”. Oggi un analogo intervento potrebbe essere fatto all’assemblea di Eni, che nel 2011 ha deliberato un compenso straordinario di 1 milione di euro al presidente uscente Roberto Poli e all’amministratore delegato Paolo Scaroni, “ritenendolo coerente a criteri di convenienza e correttezza sostanziale”, senza però dare ulteriori spiegazioni sugli eventuali indicatori utilizzati. “La relazione sulla remunerazione lascia ampi margini di discrezionalità nelle decisioni sui compensi e rimane vaga sul modo in cui sono pesati i vari obiettivi nel computo finale dei bonus”, spiega Andrea Baranes. “Per questo motivo la nostra Fondazione si esprimerà in modo contrario”.

Sul primo punto all’ordine del giorno (l’approvazione del bilancio) interverrà l’attivista nigeriano Godwin Ojo (delegato da Crbm) direttore e cofondatore di Environmental Rights Action, una delle più importanti ong ambientaliste nigeriane. “Nonostante le sue dichiarazioni pubbliche, l’Eni ha fatto poco o nulla per ridurre il gas flaring (la combustione a cielo aperto del gas che esce assieme al petrolio dai giacimenti, ndr)” ha dichiarato Godwin Ojo. “Con la mia organizzazione negli ultimi mesi siamo stati in grado di visitare varie comunità impattate da sversamenti di impianti dell’Eni nello Stato di Bayelsa. Purtroppo nei loro confronti non sono state accordate compensazioni, né si è proceduto a bonificare i terreni e i corsi d’acqua inquinati. Per quanto tempo ancora bisognerà assistere a questo ecocidio senza che le compagnie intervengano?”. All’assemblea di oggi si attendono le prime risposte.

di Luca Manes e Mauro Meggiolaro

L’assemblea di Eni potrà essere seguite in diretta su twitter dalle 10: #azionisticritici #Eni 

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