L'artista Andrea Contin

Sabato 21 gennaio alle 18, uno dei vanti nostrani, l’artista Andrea Contin, stupirà Berlino. As a clown, la sua personale inaugurata a ottobre alla Factory-art gallery di questa città che oggi è considerata vera e propria Mecca per l’arte contemporanea, ha avuto un tale successo che, oltre ad essere stata prorogata fino a tutto il mese, è l’occasione per la performance straordinaria (e originariamente non prevista) di domani.

Versus il titolo: lo spettatore si troverà davanti a un incontro di boxe in cui però, sul ring, saliranno tre e non due pugili, e a colpire saranno tutti contro tutti. “Inserendo un terzo contendente lo schema rituale tradizionale – spiega il curatore – viene scardinato e il combattimento si trasforma in rissa, metafora delle dinamiche sociali ed interpersonali dell’epoca contemporanea. È proprio attraverso la messa in scena della sparizione brutale di ogni etica sportiva che si va in realtà a sottolinearne la mancanza e a riaffermarne l’assoluta ed urgente necessità”.

L’atmosfera sarà quella di Fight Club, tra evento sportivo e performance artistica site specific. Tutto infatti è costruito per essere assolutamente verosimigliante (tranne per l’elemento che ne decostruisce dall’interno la fruizione: il terzo atleta): pubblico, speaker (l’artista) e arbitro (il critico d’arte Michele Robecchi, da Londra). Come pure nelle opere della mostra As a clown, visibile durante la messa in scena di “Versus”, quel che compare è il tema della lotta e della sopravvivenza declinato ora in catarsi ora in iniziazione.

Forte ma non ridondante, emozionante ma non retorico, il lavoro di Contin si interessa al potere dell’energia primaria che risiede – è la tesi di questo artista che usa la forza della metafora per trovare quell’empatia capace di mirare al cuore, alla pancia – oltre la percezione razionale. Versus, opera nata nel 2002, quando per la prima volta fu presentata alla galleria Arte e Ricambi di Verona e poi negli spazi di Circuit Association d’Art Contemporain a Losanna, segna decisamente un passo in avanti per quella particolare indagine artistica che si concentra sul potere espressivo e simbolico di alcuni sport.

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