Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è giunto a Rimini dove, in piazza Tre Martiri, ha deposto una corona d’alloro in memoria di tre partigiani riminesi uccisi dai nazifascisti.

Prima della deposizione, il capo dello Stato si è fermato a parlare con i familiari dell’equipaggio della petroliera ‘Savina Caylyin’, che è stata sequestrata l’8 febbraio 2011. Ad attendere il presidente della Repubblica con cartelli “liberi subito” un gruppo di Procida, familiari del comandante della petroliera, Giuseppe Lubrano Lavadera, e del marinaio Crescenzio Guardascione.

Napolitano è stato accolto da una folla festante che, malgrado il gran caldo, riempiva piazza Tre Martiri. Il presidente della Repubblica ha risposto al saluto della gente scuotendo il cappellino bianco della Marina Militare che teneva in mano, ma si è anche più volte avvicinato alle transenne per stringere delle mani. Prima di lasciare la piazza, gli si è avvicinato, Veniero Accreman, ex sindaco di Rimini e in passato deputato in Parlamento. “Ero con lei alla Camera ai tempi di Togliatti, presidente, si ricorda?”, ha chiesto l’ex parlamentare al capo dello Stato che, sorridendo, ha risposto: “Eh, è passato tanto tempo…”.

Dopo la deposizione della corona di fiori, Napolitano ha brevemente salutato anche i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e i rappresentanti dell’Anpi.

Nel pomeriggio, il presidente della Repubblica giungerà al meeting di Rimini, dove parteciperà all’incontro inaugurale alla kermesse di Cl con il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl) e il vicesegretario Pd, Enrico Letta.

A pranzo, ospite di Sergio Zavoli, il presidente si è seduto al tavolo in una sala riservata del Grand Hotel. Con lui, oltre al sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il presidente della Provincia, Stefano Vitali, anche il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, amico di lunga data sia di Napolitano che di Zavoli

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