Il suo giorno, la sua città. Hanno scelto San Pietroburgo, la città natale di Vladimir Putin, e il 7 ottobre, il giorno del suo compleanno, i manifestanti antigovernativi che oggi sono scesi in piazza a migliaia per protestare contro il presidente russo. Sono centinaia – i media parlano di oltre 250 – le persone fermate per aver partecipato ai cortei, che, oltre a San Pietroburgo, stanno interessando 80 altre città del Paese. Per le autorità la gran parte delle proteste è illegale, perché non ufficialmente pre-approvata.

Lo spunto del 65esimo compleanno di Putin – a cui anche Silvio Berlusconi non ha mancato di mandargli un pensiero dall’Italia – è stata l’occasione per i simpatizzanti di Alexei Navalny, leader dell’opposizione russa, di tornare a farsi sentire. Pochi giorni fa Navalny, insieme al suo braccio destro Leonid Volkov, è stato condannato a 20 giorni di carcere dal tribunale di Mosca con l’accusa di aver esortato i suoi sostenitori a partecipare a una manifestazione non autorizzata, nonostante la difesa abbia sottolineato che il permesso era stato concesso e solo dopo revocato. Già a giugno il blogger anti-corruzione ha scontato un mese di prigione per accuse simili, relative a un corteo a Mosca. I manifestanti scesi in piazza oggi hanno chiesto il suo rilascio, oltre alla possibilità per Navalny di candidarsi alle elezioni presidenziali russe dell’anno prossimo. Il 41enne, infatti, aveva annunciato di volersi candidare contro Putin, ma le autorità hanno già fatto sapere che la sua candidatura non può essere accettata a causa di una sua condanna per appropriazione indebita di legname (per un valore di 500mila dollari) ai danni di una società statale di Kirov, dove Navalny era consulente del governatore della regione. A questo proposito il blogger si è sempre detto innocente, parlando di un processo politico architettato appositamente per non permettergli di correre alle presidenziali.

Già nella mattinata, come riferiscono alcuni media liberali locali, la polizia ha fermato alcuni organizzatori delle proteste a Tver, Stavropol, Smolensk, Tula, Samara e Krasnodar. Oltre alla manifestazione di San Pietroburgo, molto partecipata è stata anche quella organizzata a Mosca, dove un migliaio di persone (700 secondo le forze dell’ordine) si sono riunite in piazza Pushkin. “Russia Libera” e “Libertà per Navalny” sono gli slogan più frequenti, insieme a qualche ironico “Buon compleanno Putin”.