Anthony Weiner è stato condannato a 21 mesi di carcere per ‘sexting’, l’invio di materiale osceno via telefono. È questa la decisione del tribunale distrettuale di New York nei riguardi del politico per aver inviato messaggi con contenuti sessuali espliciti a una minorenne. Weiner, 53 anni, era un astro politico nascente del Partito Democratico americano, caduto in disgrazia a causa degli scandali sessuali che lo hanno travolto prima nel 2011, poi nel 2013 e nel 2016. Proprio le indagini su di lui, ex marito di Huma Abedin, il braccio destro della candidata alla presidenza, Hillary Clinton, sono state alla base della riapertura del caso emailgate dell’ex segretario di Stato.

Finisce così, con 21 mesi di carcere, la saga di Weiner, iniziata nel 2011 quando per sbaglio pubblicò su Twitter una foto compromettente destinata originariamente a una sola ragazza. Il suo boxer grigio finì sul flusso dei suoi follower, circa 50mila. Fu inutile accusare un misterioso hacker. Un errore che ha pagato caro: Weiner, sotto crescenti pressioni, fu costretto a dimettersi dal Congresso nel giugno dello stesso anno. Due anni dopo, nel 2013, Weiner ci cascò di nuovo, con una serie di chat a luci rosse scambiate con una ventiduenne e alcune foto che lo ritraevano nudo, postate su Twitter e Facebook. Un altro errore, che ancora una volta gli costò la corsa alla poltrona di sindaco di New York per la quale si era candidato.

Di scandalo in scandalo si arriva al 2016: chat a luci rosse con una 15enne. Così, in piena campagna elettorale per le presidenziali, mentre gli inquirenti già indagavano su di lui si sono imbattuti anche in alcune mail che l’ex moglie – fedelissima portavoce di Hillary Clinton – aveva scaricato sul pc del marito. Dopo il ritrovamento della posta l’allora direttore dell’Fbi, James Comey, decise di riaprire il caso sull’utilizzo di server privati da parte della democratica per inviare email ufficiali mentre era segretaria di Stato. Molti analisti pensano che la vicenda – per cui Huma Abedin ha definitivamente lasciato il marito – abbia pesantemente influito sulla sconfitta elettorale della democratica nella sua corsa alla Casa Bianca.

Oggi la sentenza. La difesa di Weiner aveva chiesto la pena della libertà vigilata, ma il giudice, Denise Cote, ha deciso per il carcere, mettendo così una pietra tombale sulla carriera politica di Weiner, l’ex parlamentare che puntava in alto a Washington e che è invece ripetutamente scivolato in scandali a luci rosse. Weiner è scoppiato a piangere dopo aver ascoltato la sentenza. “Sono stato un uomo malato per molto tempo, e sono responsabile per i danni che ho causato. Non ho scuse” ha detto l’ex promessa del Partito Democratico. “Il crimine che ho commesso è stato il mio punto più basso”, ha aggiunto.