Ostacolata non solo dai vertici Rai, ma anche dai suoi stessi colleghi. Milena Gabanelli si aspettava di coordinare il grande progetto di un portale unico Rai, Rai24.it, in cui far confluire e valorizzare il lavoro di tutti i giornalisti dell’emittente pubblica. Sulla carta, la proposta è diventata la condirezione del sito già esistente di RainewsUn progetto, come spiega la giornalista, “senza nessuna possibilità di decollare”.

“Buona parte dei giornalisti che ho incontrato sono disponibili a trasferirsi al portale unico Rai, ma non al sito di una testata“, spiega oggi l’ideatrice di Report in un’intervista al Corriere della Sera. “Così i giornalisti di tg nazionali e regionali, corrispondenti: tutti felici di contribuire. Ma non a Rainews.it, perché è percepito come il sito di una testata concorrente“. Rainews.it raggiunge appena 100mila utenti unici al giorno e si piazza al 35esimo posto tra le testate web: Gabanelli avrebbe dovuto rilanciarlo con un team di persone non scelte da lei, con “risorse inadeguate e senza una definizione dei tempi”. Per questo ha deciso di autosospendersi, andando in aspettativa non retribuita.

“Non sono felice di come sia andata. Il mio incarico è far funzionare l’informazione online, che la Rai non ha, malgrado i suoi 1.600 giornalisti. Ma la proposta è quella di stare dentro un sito che non ha i presupposti per funzionare, in attesa degli eventi. Il mio non è un capriccio, ma la certezza che non ci sono le condizioni per produrre risultati“, continua Gabanelli nell’intervista. Non resta che attendere e vedere come si mettono le cose, o eventualmente trovare altre soluzioni. Starsene con le mani in mano, però, non è un’opzione. “Nella pubblica amministrazione ci sono molti incarichi fittizi. E la Rai non ne è esente – spiega Gabanelli al Corriere – ho fatto battaglie contro questo malcostume. Non produrre nulla e incassare lo stipendio lo troverei umanamente umiliante“.

Pentita di aver lasciato la sua “creatura”, Report, e aver corso questo rischio? “Dopo vent’anni la scelta era invecchiare con Report o mettermi in gioco con un nuovo progetto. Se il problema sono io, non ho difficoltà a farmi da parte, il lavoro fin qui fatto non andrà sprecato. Non ho paura del futuro e non sono legata alle poltrone, ho delle idee e una reputazione che vorrei continuare a mettere a disposizione del servizio pubblico. Ma non inventandomi un nuovo programma, altrimenti sarei restata dov’ero”.