I rischi per la salute dovuti al consumo di uova contaminate con il Fipronil dipendono dalla quantità di sostanza ingerita. L’insetticida, usato come antipulci, ma vietato dall’Ue per gli animali destinati all’alimentazione, non è letale per l’uomo. “Solo se la percentuale è più consistente e viene assunta in modo costante nel tempo, i rischi per la salute comincia a essere reale”. A dirlo è Luciano Atzori, biologo esperto in sicurezza degli alimenti dello studio Abr. Vecchi e bambini i più esposti. Lo scandalo delle uova provenienti dall’Olanda e inquinate con la sostanza antiparassitaria sta scuotendo l’Ue. Il caso della contaminazione delle uova è scoppiato in Italia nelle ultime ore, dopo l’allarme lanciato dalla Commissione europea.

COS’È IL FIPRONIL  – Il fluocianobenpirazolo è un insetticida usato contro pulci, acari e zecche, ma è vietato dalle leggi europee in animali destinati alla catena alimentare, come appunto i polli. Funziona agendo sul sistema nervoso. Di solito l’insetto non muore subito ma fa in tempo a tornare nella tana e a contaminare altri animali.  È stato usato illegalmente per “rinforzare” un prodotto convenzionale, poi venduto agli allevatori tra Belgio e Paesi Bassi, probabilmente già dall’anno scorso come trattamento capace di ridurre i trattamenti a uno o due l’anno invece dei 3-4 di prassi.

I RISCHI PER LA SALUTE L’Organizzazione mondiale della sanità considera il prodotto “moderatamente tossico” per l’uomo. Secondo gli esperti tutto dipende dalle quantità. “Se una persona adulta ne ingerisce una dose minima i rischi sono circoscritti e limitati” chiarisce Luciano Atzori. “Ma il rischio è soggettivo – spiega -. I bambini o anche gli anziani sono più vulnerabili degli adulti agli effetti tossicologici. Per loro anche un’assunzione limitata nel tempo e nella quantità può causare rischi”. Nell’uomo questa sostanza dà sintomi come ipereccitabilità,  irritabilità, tremori e, in alcuni casi anche a forme di letargia. Cessando l’esposizione al fipronil, cessano anche gli effetti. Le uova illegali, se mangiate in gran quantità, possono provocare danni ai reni, al fegato e alla tiroide.

Il direttore per la sicurezza alimentare del ministero della Salute Giuseppe Ruocco, dopo che il dicastero ha annunciato il sequestro di una partita proveniente da una azienda francese ha  dichiarato che, in caso di consumo di uovo inquinate,  il rischio per la salute è “basso”.  Dipende dalla concentrazione della sostanza in un prodotto, oltre che dalle quantità legate al consumo che mediamente non è così altro da provocare danni. Il consiglio è di guardare la provenienza nell’indicazione sul prodotto.