La sera dell’8 aprile lo avevano già preso, ma poi qualcosa andò storto e Igor ‘il russo’, alias Vaclavic lo slavo o Norbert Feher, sparì nel nulla. Da quella notte l’uomo è ancora ricercato per l’omicidio del barista Davide Fabbri di Budrio e per il l’aggressione a Portomaggiore, nel Ferrarese, in cui morì Valerio Verri, guardia ecologica volontaria. Solo ora si scopre cosa successe veramente in quelle ore, tra la stradina di campagna poco più larga di una macchina di via Spina e i boschi a cavallo tra Consandolo e Marmorta. Lì tre carabinieri si ritrovarono davanti Igor per ben tre volte, ma nessuno sparò perché non potevano vederlo bene e avevano ricevuto ordine di “osservare e aspettare i rinforzi“. Lo racconta il quotidiano La Nuova Ferrara, dopo  aver visionato le dichiarazioni dei tre testimoni, affidate all’annotazione di polizia giudiziaria poi trasmessa alla procura e ora agli atti delle inchieste.

Igor è in fuga la sera dell’8 aprile, ha appena ucciso Valerio Verri e scappa a bordo di un Fiorino bianco, rubato pochi giorni prima. Proprio il ritrovamento del suo mezzo in via Spina poche ore dopo, fa credere a tutti che la cattura del killer sia ormai imminente. A intercettarlo sono un vicebrigadiere e due carabinieri scelti, tutti in borghese. Come racconta La Nuova Ferrara, incrociano Igor poco prima di Consandolo e lo seguono fino in via Spina. Nel frattempo allertano la Centrale operativa, che ordina di mantenere la calma, limitarsi a osservare i movimenti del soggetto e aspettare i rinforzi che da lì a poco sarebbero arrivati.

Secondo la ricostruzione ufficiale, riportata dal quotidiano ferrarese, i tre carabinieri vengono invitati solo a controllare, ma non a intervenire. Nel frattempo Igor arriva fino a 50 metri da loro, a bordo del Fiorino. Impossibile riuscire a sparare, secondo gli atti, perché le luci abbaglianti del furgoncino creano disturbo alla visuale. Il vicebrigadiere ordina allora a Igor di scendere dall’auto e mostrare le mani. Lui però innesta la retromarcia, fa 150 metri e si allontana per fermarsi a ridosso del boschetto vicino alla strada.

E’ qui che lo hanno a tiro per ben tre volte: quando Igor esce la prima volta dal Fiorino bianco per nascondersi nel bosco, quando torna indietro per prendere lo zainetto dimenticato nel cassone e quando scappando lo vedono ai limiti del boschetto. Per tre volte il killer finisce nel mirino dei militari, ma non ci sono le condizioni di sicurezza per sparare, come emerge dagli atti visionati da La Nuova Ferrara. I carabinieri, come da ordini, osservano i suoi spostamenti e aspettano i rinforzi. Arriveranno solo alle 20.15, mezz’ora dopo il primo contatto. Nel frattempo Igor è sparito nel nulla.