Da poche ore la Opel ha passaporto francese a tutti gli effetti: il gruppo PSA ha infatti completato la transazione da 2,2 miliardi di euro con cui i transalpini hanno comprato il marchio di Rüsselsheim dagli americani di General Motors, che hanno del tutto abbandonato il mercato europeo. Il matrimonio fra PSA e Opel è stato fortemente favorito anche dalla Brexit: dopo tanti anni di conti in rosso, nel 2016 il marchio teutonico ha sfiorato l’attivo, apparentemente non centrato proprio a causa delle conseguenze economiche scaturite dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Uno scenario che ha finito di convincere GM a fare un passo indietro nel vecchio continente e ha favorito le aspirazioni di crescita della multinazionale francese che detiene i marchi Citroen, Peugeot e DS. “Stiamo assistendo alla nascita di un vero campione europeo”, ha commentato Carlos Tavares, al vertice di PSA. “La Opel resterà tedesca, la Vauxhall (emanazione inglese del marchio Opel, ndr.) britannica. I brand sono il tassello perfetto per completare il portafoglio dei prodotti Peugeot, Citroën e DS”. Un portafoglio che in Europa vale il 17% del mercato, la seconda quota più grande dopo quella di Volkswagen.

Il nuovo amministratore delegato di Opel, Michael Lohscheller (che ha sostituito Karl-Thomas Neumann, ritiratosi dopo la fusione con PSA), parla delle nozze franco-tedesche come di un “evento storico”: consentirà alla Opel di tornare a fare utili nei prossimi 3 anni e di far crescere il margine operativo dal 2 al 6% nel periodo 2020-2026. Lohscheller ha anche sottolineato la volontà di mantenere profondamente tedesca l’identità di Opel, da sempre considerata un costruttore “nazionale” in Germania, nonostante la (ex) proprietà di GM.

Nella prossima decade le suddette nozze garantiranno sinergie industriali (produzione, ricerca e sviluppo) ed economie di scala del valore di 1,7 miliardi di euro. Le due compagnie hanno già collaborato a progetti comuni negli ultimi anni, come i crossover Crossland X e Grandland X by Opel, entrambi basati su piattaforme costruttive e motorizzazioni progettate da PSA. Un discorso analogo verrà portato avanti per le prossime generazioni della celebre Corsa – attesa al debutto nel 2019 – e per il veicolo commerciale Combo, in arrivo il prossimo anno. Una strategia che, progressivamente, finirà per interessare tutti i modelli della Opel.

Certo è che GM ha ingolosito i francesi ad acquistare Opel mettendo sul piatto anche la propulsione elettrica, in cui PSA non brilla: al gruppo transalpino gli americani hanno infatti assicurato una collaborazione sullo sviluppo di tecnologie a emissioni zero. Dal canto suo PSA ha confermato che alcuni stabilimenti Opel continueranno a produrre veicoli a marchio Buick e Holden per conto di GM. Di fatto la casa del fulmine entra a fare parte di una sfera di influenza, quella francese, proprio nel momento più buio dell’industria automobilistica tedesca, da un paio di anni alle prese con scandali di ogni genere: scandali che però non hanno sfiorato minimamente Opel, sotto il controllo di GM all’epoca del dieselgate.

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