Da un lato l’invio un protocollo scientifico firmato da diversi esperti internazionali, dall’altro l’azione del Vaticano che segue la vicenda con attenzione e starebbe vagliando la possibilità di concedere un passaporto al piccolo Charlie Gard. Dopo le parole della madre del piccolo bambino inglese affetto dalla sindrome di deplezione del dna mitocondriale che giovedì sera aveva lanciato l’allarme sulla possibilità che la spina venisse staccata nel giro di qualche ora, si riaccendono le sue speranze. Le ha preannunciate lei stessa in tv venerdì mattina. E nel corso delle ore sono arrivate parziali conferme.

Mitocon: “Inviato protocollo con novità”
L’ospedale  londinese Great Ormond Street ha ricevuto in mattinata uno statement scientifico “contenente elementi di novità che invitano a riconsiderare il caso del piccolo Charlie”, ha spiegato Piero Santantonio, presidente di Mitocon Onlus, l’associazione italiana delle famiglie e dei pazienti con malattie mitocondriali. Il documento è stato sottoscritto da esperti internazionali specializzati in queste patologie e nelle pagine si traccia un possibile percorso per il bimbo al quale la struttura britannica è in procinto di interrompere i trattamenti. Esisterebbe infatti un protocollo sperimentale, spiega Santantonio, “definito per una serie di malattie simili a quella di Charlie che andrebbe adattato al caso”. In mattinata era stata la madre del piccolo a spiegare a una tv britannica che ci sono “cinque dottori, due di questi inglesi, più uno spagnolo, un italiano e un americano” che affermano esista “una possibilità su dieci” di curare il bimbo.

Il farmaco sperimentale dagli Stati Uniti
Un’altra speranza risiede nell’invio da parte del New York-Presbyterian Hospital-Columbia University Medical Centre di un farmaco sperimentale non ancora approvato dall’agenzia regolatoria Food and Drug Adimistration. Secondo quanto riportato dai media internazionali, la struttura statunitense si è detta “disponibile ad accogliere e valutare Charlie”, facendo quanto necessario per “trasferirlo in sicurezza nella nostra struttura” e per trattarlo con il farmaco per cui la Fda potrebbe dare un’autorizzazione d’emergenza. In alternativa, se gli ostacoli legali al trasporto del bambino fossero insuperabili, come era emerso negli scorsi giorni, il centro newyorkese potrebbe “organizzare un invio del medicinale al Great Ormond Street Hospital e dare istruzioni” ai medici britannici per somministrarlo.

Sun: “Il Papa valuta un passaporto per Charlie”
Le limitazioni legali poste dalla giustizia britannica allo spostamento del bimbo malato terminale in un altro Paese potrebbero essere “superate” se diventasse cittadino dello Stato del Vaticano. E per questo il Papa starebbe valutando la possibilità di fornire un passaporto a Charlie, secondo quanto afferma il Sun. “Sarebbe un fatto senza precedenti, ma si sta valutando”, avrebbe spiegato una fonte di alto livello aggiungendo che”i parametri legali impediscono che venga spostato e curato all’estero. Se questo può essere superato, allora sia così”. Tanto più che è “ben noto che il Papa ha preso come interesse personale il caso di Charlie, commentando la vicenda pubblicamente due volte”. Il Sun ricorda poi che il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, aveva detto che la Santa Sede avrebbe fatto il possibile per superare gli ostacoli legali al trasferimento di Charlie al Bambin Gesù.