Masturbarsi davanti a minori in un luogo non abitualmente frequentato da quest’ultimi non è reato. Lo ha stabilito la Cassazione nella sentenza di un processo che vedeva imputato un uomo di origini moldave sorpreso tre volte mentre praticava autoerotismo davanti ad alcune minorenni. Secondo la Suprema Corte, l’uomo ha sì deliberatamente e consapevolmente messo in scena quegli atti davanti alle ragazze minori, appositamente cercate, ma merita di essere assolto proprio perché compiuti in luoghi non “abitualmente frequentati dalle sue vittime”, come la macchina, il parco e la strada.

A fare la differenza, quindi, è il luogo in cui avviene l’atto della masturbazione. Come riportato da Libero, i giudici spiegano la decisione con linguaggio eloquente: “Nel caso in questione, la condotta nell’uomo, sebbene veda come soggetti passivi delle condotte della bambine o comunque delle adolescenti, non è realizzata, come locus commissi delicti – ossia in un luogo – abitualmente frequentato da minori”. Per esempio scuole, asili o centri di aggregazione. “Anche se la nozione di luogo ‘abitualmente frequentato da minori’, va tenuta distinta da quella di ‘prevalentemente frequentato da minori’ – continua la Cassazione – Essa deve comunque intendersi un luogo connotato da una frequentazione nel senso di una certa sua ‘elettività e sistematicità’, tale da fare ritenere ‘abituale’, quindi ‘attesa’ ovvero ‘prevista’ sulla base di una valutazione significativamente probabilistica, la specifica presenza di minori in tale ubicazione”.

A nulla vale, dunque, il fatto che il maniaco abbia cercato le sue vittime e si sia messo all’opera solo quando le bambine gli siano finite davanti. Vittime che, inoltre, non si possono definire casuali se è vero che strada, parco o macchina, non sono siti interdetti alle bambine. “È necessario – infatti – che, sulla base di una attendibile valutazione statistica, sia ‘altamente probabile’ che il luogo presenti la presenza di più soggetti minori di età”. Da qui, l’annullamento della sentenza di condanna del moldavo, a cui è stata inflitta una multa.