Sono piombati a a Coral Gables, a sud di Miami, per spiegare arrestare l’ex presidente del Panama. È in questo modo che la polizia statunitense ha bloccato Ricardo Martinelli, ricercato nel suo paese per varie cause giudiziari. Presidente dal 2009 al 2014, secondo la stampa locale Martinelli sarà portato oggi davanti a un magistrato federale in Florida, che dovrà decidere sulla sua sorte. In Italia Martinelli era diventato celebre per i numerosi contatti con l’ex direttore ed editore dell’Avanti, Valter Lavitola.

Sull’ex presidente panamense pesa un ordine internazionale di arresto emesso nel maggio scorso da Interpol. A chiedere l’arresto di Martinelli era stata la corte suprema di Panama il 21 dicembre 2015, dopo che l’ex presidente non si era presentato ad una convocazione del giudice Jeronimo Mejia. Proprio in quel periodo Martinelli aveva lasciato Panama per rifugiarsi negli Stati Uniti. Nel suo paese, Martinelli è stato accusato di corruzione, ma il suo arresto negli Usa è collegato con una imputazione per spionaggio illegale. È accusato di aver intercettato illegalmente oppositori politici. Si sarebbe anche servito di un dispositivo fornito da una impresa israeliana per controllare le comunicazioni dei cittadini. Negli Stati uniti, Martinelli è assistito da una schiera di agguerriti avvocati che si sono già attivati per la sua scarcerazione e per evitare l’estradizione.

In Italia, invece, Marinelli era finito coinvolto in un’inchiesta per presunta tentata estorsione ai danni di Impregilo. Attraverso Lavitola, Martinelli aveva chiesto a Impregilo la costruzione di un ospedale, e a farsi latore della richiesta era stato Silvio Berlusconi, in quel momento presidente del consiglio. “Sulla questione ospedali dovete trovare l’accordo per Panama… altrimenti il Presidente del Panama rilascerà alle 19.30 di questa sera ora panamense una dichiarazione per bloccare l’opera di Impregilo sullo stretto con grave tracollo in borsa per Impregilo (…) conseguente l’informazione così come l’hanno lasciata scritta a seguito questo qui è quel tale Lavitola (…) amico del Presidente di Panama”, dice l’ex premier al telefono con Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo. Per i magistrati di Napoli la promessa di Impregilo di assunzione degli oneri economici della realizzazione dell’ospedale era un modo mascherato per offrire “tangenti” al presidente Martinelli attraverso un imprenditore a lui strettamente collegato. Per quella stessa inchiesta Lavitola è stato condannato a tre anni di carcere in primo grado.