“Con questo corso di coltivazione vogliamo smascherare la grande ipocrisia di Stato che regna sul tema della cannabis legale e sollecitare il parlamento ad approvare finalmente la legge sulla legalizzazione”: così il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi a Roma, nel quartiere S. Lorenzo, in occasione della prima tappa del corso itinerante di coltivazione di cannabis della campagna “Radical Cannabis Club“. Il corso si è tenuto in collaborazione con Luca Marola, autore del libro «Autofiorenti, il primo manuale di coltivazione», sotto lo sguardo attento di un pubblico di tutte le età seduto sulle scale di piazza dell’Immacolata (guarda il video). Seguendo le indicazioni del manuale, il segretario Magi e la presidente di Radicali Italiani Antonella Soldo hanno seminato cannabis compiendo un’azione di disobbedienza civile. “Chi semina e coltiva cannabis, a uso ricreativo o terapeutico, rischia da due a sei anni di reclusione e una multa fino a 77.468 euro. Le narcomafie intanto continuano indisturbate a fare affari d’oro, ogni giorno in questa stessa piazza è possibile acquistare dagli spacciatori qualsiasi tipo di sostanza. E’ uno dei paradossi del proibizionismo contro cui ci battiamo con questa campagna”, spiega Magi. “Ringraziamo le forze di polizia ed esprimiamo loro solidarietà perché costretti a occuparsi quotidianamente di reati legati alla cannabis come quelli che stiamo commettendo qui oggi con la nostra disobbedienza civile, sottraendo tempo e risorse al contrasto della criminalità. La legalizzazione – prosegue – sottrarrebbe miliardi alle mafie e porterebbe soldi all’erario, riscatterebbe milioni di consumatori dal mercato criminale, libererebbe risorse per la nostra giustizia e avrebbe un effetto deflattivo sulle carceri. Ecco perché oggi sono favorevoli alla legalizzazione anche magistrati e forze dell’ordine. Perfino la Direzione nazionale antimafia si è espressa a favore del disegno di legge cannabis legale. Eppure in parlamento è finito su un binario morto. Con questo corso di coltivazione vogliamo coltivare il dibattito nel paese per fare pressione sul legislatore affinché approvi questo provvedimento di buon senso entro la legislatura, instaurando anche un rapporto diverso tra stato e individui, basato sull’affermazione di libertà civili e il rispetto delle scelte di vita”