Da una parte ancora morti e decine di dispersi durante una traversata nel Mediterraneo. Dall’altra altre polemiche sull’attività delle navi delle ong, protagoniste di migliaia di salvataggi in mare, ma sulle quali questa volta è intervenuta l’autorità della Marina militare della Libia. La questione migranti riparte – non è mai scomparsa – dalla cronaca e dall’agenda politica. Oggi segna un’altra giornata complicata. Almeno otto migranti sono morti e oltre 50 sono dispersi in mare al largo della Libia: a naufragare è stato un gommone, a circa 9 chilometri da Castelverde, nome italiano di Gasr Garabulli, a 60 chilometri da Tripoli. Come riferisce la France Presse che cita un ufficiale della Marina libica, “gli otto corpi” recuperati finora “fanno parta di un totale di 120 o 130 passeggeri che erano sulla barca”. A testimoniare quanto è accaduto sono stati i superstiti: ne sono stati salvati quasi 80 dalle navi che operano nel Mediterraneo centrale. Sono state 12 in tutto le operazioni di soccorso coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera. Durante le stesse operazioni sono state tratte in salvo oltre 1650 persone. I migranti erano a bordo di nove gommoni e tre barchini.

Ma a riaccendere le polemiche sulla questione immigrazione sono tensioni di altro tipo nelle acque del Canale di Sicilia. La Marina libica ha infatti annunciato di aver fatto allontanare ieri dalle proprie acque territoriali alcune navi di ong internazionali che sarebbero state in attesa di barconi con centinaia di migranti a bordo. Le autorità libiche, dice una nota pubblicata su facebook, hanno rilevato “una mezz’ora” prima dell’individuazione dei barconi “contatti tra le organizzazioni internazionali non governative che affermavano di salvare i migranti nei pressi delle acque territoriali libiche e che, a quanto pare, stavano aspettando i barconi. E’ stato comunicato loro dalle pattuglie di lasciare la zona e allontanarsi dalle nostre acque territoriali”. “Il lavoro di queste organizzazioni – denuncia la Marina libica nel comunicato – aumenta il numero dei barconi migranti e l’audacia dei trafficanti di esseri umani”.

Il portavoce della Marina, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem, ha segnalato anche contatti telefonici fra imprecisate Ong che hanno dato l’impressione che le organizzazioni umanitarie stessero aspettando barconi con circa 570 migranti poi bloccati ieri dalla Guardia costiera libica. Nella nota Ghasem ha sostenuto che “chiamate wireless sono state rilevate, una mezz’ora prima dell’individuazione dei barconi, tra organizzazioni internazionali non-governative che sostenevano di voler salvare i migranti illegali in prossimità delle acque territoriali libiche. Sembrava che queste Ong aspettassero i barconi per abbordarli. Le Guardie costiere – ha aggiunto Ghasem senza fornire nomi o altri dettagli – hanno preso contatto con queste Ong e hanno domandato loro di lasciare le acque territoriali libiche”. Nel sottolineare il caso di un migrante ucciso ieri dai trafficanti, Ghasem ha aggiunto che questi ultimi “sanno bene che la via verso l’Europa è agevole grazie a queste ong e alla loro presenza illegittima e sospetta in attesa di poveri esseri umani”.

Medici Senza Frontiere ha risposto alla Marina sottolineando di “avere effettuato soccorsi sotto il normale coordinamento della Guardia costiera italiana e di non avere avuto alcun contatto con la guardia costiera libica”. L’arrivo è previsto lunedì mattina a Palermo. “Nel frattempo, altre persone hanno perso la vita in mare proprio in queste ore. Senza vie legali e sicure e un sistema dedicato di ricerca e soccorso in mare, queste morti non si fermeranno”, conclude Msf.

Tutto carburante nel serbatoio di Matteo Salvini e del resto del centrodestra, soprattutto a meno di 24 ore dall’apertura dei seggi per le Comunali. “Il Governo si scusi con il procuratore di Catania Zuccaro” scrive la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “E’ confermata l’azione criminale delle ong” aggiunge Maurizio Gasparri, di Forza Italia. “Marina Militare libica respinge le navi delle ONG pro-invasione e riporta a terra più di 500 clandestini. Applausi” twitta il segretario della Lega Nord. “Meglio i Libici dei Pdioti” aggiunge su Facebook. A questo coro si aggiunge anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: “Quando abbiamo denunciato questi comportamenti che mettono a rischio la sicurezza nazionale, siamo stati definiti razzisti, invece avevamo ragione” dice. Per il leader dei Cinquestelle “questo non è salvataggio, è traghettamento”.

Nelle stesse ore peraltro la nave Prudence di Msf ha recuperato dal mare 726 persone, tra cui 53 bambini che arriveranno a Palermo nelle prossime ore. L’imbarcazione di una ong spagnola, invece, ha salvato 391 migranti alla prese con un difficile attraversamento del Mar Mediterraneo: la portavoce della Proactiva Open Arms ha riferito che la nave Golfo Azzurro ha preso a bordo 243 migranti da due imbarcazioni di trafficanti intercettate in acque internazionali al largo della costa libica. Tra loro un neonato, una donna incinta e diversi bambini. La Golfo Azzurro ha salvato altri 148 migranti, che sono stati trasferiti in un’imbarcazione della Guardia Costiera italiana.

A tragedia si aggiunge tragedia. La Marina libica ha comunicato anche la morte di un migrante e il ferimento di due altri per colpi di arma da fuoco sparati ieri da presunti trafficanti di esseri umani sulla costa ovest della Libia. Ad essere bersagliato è stato un gruppo di cinque gommoni e due pescherecci adibiti a barcone che con un totale di circa 570 migranti stavano navigando verso il porto di Zawiya, a ovest di Tripoli, dopo essere stati intercettati dalla Guardia costiera libica. “Gli assalitori hanno preso la fuga ma l’incidente ha causato la morte di un migrante illegale e il ferimento di due altri: i tre sono del Bangladesh”.