Gli era stato dedicato un asteroide e la Francia lo aveva insignito della Legion d’Honneur per meriti scientifici. Astrofisico, accademico dei Lincei, divulgatore e pioniere dell’invisibile oggi la scienza piange la scomparsa di Giovanni Bignami. Lo scienziato, 73 anni, è morto a Madrid per un improvviso malore. L’ex presidente dell’agenzia spaziale italiana (Asi) e dell’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) era in Spagna per svolgere attività scientifiche. A dare l’annuncio della scomparsa il presidente dell’Asi Roberto Battiston durante un convegno dedicato alla Space Economy.

Bignami era nato a Desio il 10 aprile 1944 ed era sposato con l’astrofisica Patrizia Caraveo. Si era laureato in Fisica nel 1968 all’Università di Milano nello storico gruppo di Giuseppe Occhialini. Si è sempre occupato sempre di ricerca spaziale, partecipando alle principale attività in tale campo in Italia, Europa e Stati Uniti dagli anni settanta ad oggi. Ha partecipato attivamente alla progettazione e costruzione di numerosi satelliti scientifici. È stato nominato negli anni 1988-1997 Principal Investigator della missione XMM-Newton dell’Esa.

A livello internazionale Bignami era noto per il lavoro ventennale che ha portato all’identificazione ed alla comprensione di Geminga, la prima stella di neutroni senza emissione radio. Dal 16 marzo 2007 al 1 agosto 2008 è stato Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Tra il 2010 e il 2012 è stato il primo italiano a presiedere il Cospar, il Comitato per la Ricerca Spaziale. Dal 10 agosto 2011 al 16 ottobre 2015 è stato Presidente dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Attualmente ricopriva la carica di presidente del consiglio di amministrazione del progetto Ska e di professore ordinario di Astronomia e Astrofisica presso lo Iuss di Pavia. Nel 2009 si era candidato alle elezioni europee del 2009 con il Pd con lo slogan “Più ricerca in Italia, più futuro in Europa”. Era stato spesso ospite di Piero Angela e di Superquark.

Bignami ha pubblicato libri scientifici divulgativi che hanno portato le stelle ed i pianeti nelle case di tutti. Tra i suoi libri più famosi “Against the Donning of the Gown” del 2000, “La Storia nello Spazio” del 2001, “L’esplorazione dello spazio” del 2006″ ed i “I marziani siamo noi” del 2010. Nel 2015 ha pubblicato “Oro dagli asteroidi e asparagi da Marte”. Due suoi volumi sono stati il soggetto di due serie televisive di National Geographic Channel. Impossibile elencare i numerosi e prestigiosi premi in tutto il mondo. La American Astronomical Society nel 1993 gli aveva conferito il Premio Bruno Rossi per il contributo alla comprensione di Geminga, una stella di neutroni distante approssimativamente 815 anni luce dalla Terra nella costellazione dei Gemelli. Nel 1975 Giovanni Bignami coniò il termine Geminga, acronimo di “Gemini gamma-ray source”. Letto alla tedesca, con la G dura, Geminga ha un altro significato; in dialetto milanese, infatti, significa “non c’è”, espressione giustificata da una ricerca durata 20 anni.