“Se mi date una mano… se mi dai una mano…. Mi dai una grossa mano”. “Mi devi dire tu come possiamo muoverci. Qui non c’è problema… Gianluca, decidi tu.. se riesci a venire ci vediamo”. La richiesta è di Gianluca Callipo, l’ex sindaco di Pizzo e candidato renziano alle primarie del Pd per le regionali del 2014. La mano è quella di Leonardo Sacco, rais del Misericordia che gestisce il Cara di Isola Capo Rizzuto, uno dei centri di accoglienza più grandi d’Europa. Ma soprattutto Sacco è espressione della cosca Arena ed è stato fermato la settimana scorsa nell’operazione “Jonny”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha fatto luce sull’infiltrazione della ‘ndrangheta nel business dei migranti. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e dal sostituto Domenico Guarascio, è incentrata su Sacco che negli ultimi anni è riuscito ad accostare la sua figura a “personaggi istituzionali e politici di rango, partecipando ed intervenendo a convegni riguardanti la legalità e la lotta alle mafie”.

Nella corposa informativa dei carabinieri finiscono così le fotografie di Sacco con l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi (nell’ottobre 2012 sindaco di Firenze), con l’ex ministro Maurizio Lupi, con l’ex ministro Annamaria Cancellieri che ha curato la prefazione del book fotografico “24h al Centro” e che nel gennaio 2012 rivolgendosi al presidente della Misericordia arrestato disse: “Bisognerebbe clonarvi”. Tra i fotografati anche il ministro Alfano. Come ha riportato nei giorni scorsi il giornale locale “Il Quotidiano del Sud”, un capitolo dell’informativa i carabinieri del Ros lo dedicano al “diretto coinvolgimento di Sacco Leonardo nella campagna elettorale per le primarie interne al Pd in favore di Callipo Gianluca”. Il giovane, renziano della prima ora e vicinissimo al “giglio magico”, quelle primarie le perse contro Mario Oliverio che poi fu eletto governatore della Calabria.

Callipo però ce la mette tutta. E l’indagato Sacco gli dà una mano. “Domani mattina mettiti al telefono e convoca uno per uno i nostri  – raccomanda il presidente della Misericordia al direttore del Cara Francesco Tipaldi – la domenica devono andare a votare le primarie.. del Pd… a Callipo. Che se va Oliverio ce lo giochiamo il Campo. Perché Oliverio è con la Bruno Bossio e con (incomprensibile). Te la devi vedere tu Francé… però domani uno per uno te li devi girare… che gli dobbiamo dare una dimostrazione a questi”. Sullo sfondo c’è uno scontro tutto interno al Partito democratico. I cuperliani lo hanno vinto ma, una volta eletti alla guida della Regione Calabria, si sono pure loro convertiti al “renzismo”. Uno scontro che i carabinieri del Ros hanno monitorato, sul fronte crotonese, grazie al telefono di Leonardo Sacco che era stato posto sotto intercettazione.

Il 4 ottobre 2014 manca un giorno alle primarie. Il Pd non ha ancora scelto il suo candidato governatore e i movimenti di Leonardo Sacco non passano inosservati negli ambienti politici locali. “Ma stai portando a Callipo? – si lamenta l’avvocato Michele Ambrosio – Ma sei un cornuto allora compà”.  “Io voto a Callipo per votare contro Oliverio e, quindi contro a te”. Callipo perde in Calabria ma non a Isola. Alle 22.31 del 5 ottobre sul cellullare di Sacco arrivano i risultati delle primarie del Pd: “Gové… risultato finale: 420 Callipo, 412 Oliverio, 860 i votanti”.

Digerita la sconfitta, nei giorni successivi Callipo si risente con Leonardo Sacco per ringraziarlo: “Avremo altre occasioni” gli dice il renziano. “Noi la tesi l’abbiamo mantenuta”. “Si… lo so.. lo so.. infatti te ne sono grato… lo so che hai fatto grandi movimenti lì”. Sacco – oggi indagato per gli aiuti proprio alla ‘ndrangheta – ci rimane un po’ male per il risultato e dà la sua versione dei fatti su come gli avversari politici sono riusciti a vincere: “A te lo dico chiaramente al telefono… qua lui si è rivolto tranquillamente alla ‘ndrangheta per avere i voti… quindi..”.

Il presidente della Misericordia ha paura per i suoi affari con i migranti: “Io sono veramente preoccupato Gianlù… te lo dico con tutto il cuore… per come andranno le cose… hai capito? Poi questi sono vendicativi”. Callipo lo tranquillizza: “Non ti preoccupare di questo. Non possono non tenere conto di chi comunque ha preso il 42% dei voti. E poi devi tenere conto che comunque io sono il riferimento… dell’area Eventi nazionale… il governo… C’è Renzi…  non è che loro possono non tenere conto di questo… capito?”. Sacco comprende che anche dopo una sconfitta si può sperare di passare alla cassa: “Poi al di là del risultato… come dici tu… non mancheranno occasioni. L’importante… se senti i vertici… fagli arrivare… che noi siamo stati…”. “Ma se vuoi questo, – è la risposta del renziano – poi andiamo insieme. Un giorno che tu sei a Roma… mi chiami”.

Il presidente della Misericordia non si fa scappare l’occasione. Ha paura che la sconfitta del renziano possa avere dei risvolti sulla gestione del Cara: “Se mi fai questa cortesia, perché qua… hai capito? Io tengo la sfilata dei parlamentari del Pd nel Centro… tutti che vengono per chiuderlo… Nico Stumpo.. Enzo (Enza, ndr) Bruno Bossio.. hai capito? Non gli va bene che lo gestiamo noi…”. Callipo non si fa pregare e mette a disposizione di Sacco i suoi rapporti politici con il “Giglio magico”: “Hai fatto bene a dirmi questa cosa… e allora organizziamo un incontro ad hoc… Mi devi dire tu con chi secondo te è meglio… come può meglio seguire… questi effetti…”. “O con Luca… o con lui direttamente… Con Guerini… insomma questi che sono più vicini… vedi tu”. “Mo ci lavoro io”.

Cosa sia successo dopo non è ancora chiaro. Una cosa è certa: l’intercettazione è del 2014. La “vendetta” dei cuperliani, dopo la vittoria alle primarie del Pd, non si consumò. Sacco e la Misericordia continuarono a gestire il Cara di Isola Capo Rizzuto. Fino al giorno del provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro convalidato dal gip.