“A Umberto Bossi dico che questa è la sua famiglia, questa è la sua casa, questa è la sua comunità. Quindici anni fa lui diceva che non capivo niente e coerentemente dice che non capisco niente anche oggi. Metto in saccoccia e tiro dritto”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, risponde alle critiche espresse da Umberto Bossi, nel corso del Congresso Federale del Carroccio a Parma. Salvini esordisce nel suo intervento, puntando il dito contro i media mainstream che hanno dato visibilità “alle marce a favore degli invasori clandestini”. Poi risponde al Senatur: “Mi ricordo quando ero segretario della Lega a Milano 15 anni fa e Bossi mi chiamava alle 2 e mezza del mattino, gettando nel panico i miei genitori, per mandarmi a fanculo. Erano telefonate gradite. Se però lo devo fare, preferisco telefonare tra le 8 e le 20, però ognuno ha i suoi ritmi biologici. C’ero abituato allora, ci sono abituato oggi”. Ma precisa: “Metabolizzo il vaffanculo di Umberto Bossi, perché ha fatto quello che ha fatto. Ma da quelli che cercano di imitare Umberto Bossi non accetto lezioni e il vaffanculo non me lo prendo. Per questi la porta è aperta. Il mondo è grande. Paziente sì, ma fesso no