Non ha mai comunicato alla Regione di aver costituito due società commerciali a Malta 7 anni fa. Per questo si è dimesso il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Enrico Cantone. Eletto nel 2015 nella circoscrizione di Livorno, ora Cantone si scusa con i cittadini (“una mia mancanza, seppur involontaria”), sostenendo di essersi “a un certo punto disinteressato” di queste società poiché “travolto dall’impegno sociale e politico”. A render nota la notizia è stato lo stesso Cantone. Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin – interpellato dal Tirreno – parla di “gesto coraggioso e di grande rispetto nei confronti del M5S”, mentre i Cinquestelle in Regione ringraziano il consigliere definendolo “un esempio“. “Dimenticanza grave, reazione di Nogarin incredibile”, controbatte invece il capogruppo regionale del Pd Leonardo Marras. Il fattoquotidiano.it ha contattato Cantone per avere maggiori chiarimenti ma il consigliere ha preferito non rilasciare dichiarazioni, affidandosi a un comunicato: “Continuerò da libero cittadino a sostenere il nostro sogno – afferma tra l’altro – Cambiare in meglio questo paese. E anche oggi il Movimento 5 Stelle ha dimostrato quale etica animi le persone che vi stanno all’interno. Me incluso”. Le dimissioni, dice, sono irrevocabili.

Tra rugby e officina grillina
Cantone è stato uno dei fondatori del meetup di Livorno. Attivista grillino dal 2009, 61 anni, grande appassionato di rugby, si occupa di vendita accessori e ricambi auto: è proprio all’interno della sua officina che si sono tenute le prime riunioni locali del meetup. Nel maggio 2015 l’elezione in consiglio regionale grazie alle 4229 preferenze incassate nella circoscrizione di Livorno. “Sette anni fa – scrive Cantone su facebook – decisi di costituire un’attività commerciale a Malta di cui, a un certo punto, mi sono disinteressato”. Delle due società – è lo stesso Cantone a ammetterlo – in Regione “non v’è alcuna traccia“.

La conferma si può avere accedendo al profilo personale del consigliere sul sito web della Regione. Nel documento relativo alla situazione patrimoniale protocollato dalla Regione nel luglio 2015 si fa riferimento soltanto alla proprietà al 100% della “Diciassettecinquantasei Srl” (di cui Cantone è amministratore unico) e alla titolarità della ditta “Cantone Enrico”. Nell’aggiornamento patrimoniale protocollato nell’ottobre 2016 si continua a far riferimento alle imprese sopra citate ma anche in questo caso delle società maltesi non c’è traccia. Spiega lo stesso Cantone che il consiglio regionale, gli ha segnalato che “non c’è alcuna irregolarità” nelle dichiarazioni sostitutive di certificazione. Quindi “l’errore”, specifica, non è stato contestato dal consiglio. Tuttavia ha dovuto già chiedere a suoi consulenti come avviare un “percorso per sanare” quell’errore. Come spiega il consigliere le due società maltesi di cui ha quote sono la composizione amministrativa di una piccola azienda: una di capitali (Holding) che possiede l’altra. L’ultimo capitale censito della Holding è 10.195 euro. Cantone si scusa per questa sua “mancanza, seppur involontaria” coi cittadini toscani e con il M5S. La decisione di dimettersi arriva dopo un confronto con colleghi e familiari: “Abbiamo concordato, in ossequio ai principi del Movimento, un mio passo indietro. È troppo l’affetto e il rispetto che mi lega al Movimento 5 Stelle che considero un progetto molto più importante di me stesso”.

Pd: “Dimenticanza grave, reazione ridicole”
Parte all’assalto il Pd, col capogruppo in Regione Leonardo Marras: “Lasciare un paio di società a Malta tra le cose non dichiarate del proprio patrimonio – attacca Marras – non è come dimenticarsi le chiavi di casa quando si esce la mattina”. Il Pd ironizza: “Fossimo come quelli del M5S staremmo qui a fantasticare sui patrimoni personali occulti e le società collocate in paradisi fiscali, tutte chiacchiere che nulla hanno a che vedere con il nostro ruolo di consiglieri regionali”. Le reazioni dei colleghi e di Nogarin vengono definite “davvero incredibili se non ridicole. Onestà, onestà… sipario”.

Nogarin e il M5S: “Grazie Enrico, sei un esempio”
Il sindaco di Livorno Nogarin sostiene che “ci sarà tempo per far chiarezza” e che “da questo gesto si capisce bene che il M5S ha un rispetto per le istituzioni che altrove non si vede”. Al fianco di Cantone anche i quattro consiglieri regionali: “Per noi l’etica pubblica non è uno slogan ma un principio inderogabile”. “Il Pd prenda appunti al pari di tutti gli altri partiti”, aggiungono i consiglieri regionali M5S. “Soprattutto si sciacqui la bocca – concludono – chi si permette note di demerito o illazioni mentre mantiene la poltrona nonostante ci risulti sotto indagine per atti compiuti mentre rappresentava i cittadini in un’Istituzione pubblica”. Il riferimento è proprio al capogruppo Marras che è rimasto coinvolto, quando era presidente della Provincia di Grosseto, in un’inchiesta in cui i reati contestati andavano a vario titolo dall’abuso d’ufficio alla turbativa d’asta. “Enrico ha commesso un errore, di lieve entità, ma l’ha commesso – concludono i consiglieri – E per questo ha fatto un passo indietro. Scelta della quale lo ringraziamo e che gli fa onore. Un esempio, una mosca bianca nella Toscana incollata alla poltrona a guida Pd e Mdp”.