Il carcere diventa arte. Inizia oggi, nella casa circondariale Carmelo Magli di Taranto, l’evento artistico-culturale “L’altra città“, percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana. L’evento è curato dal teorico e critico d’arte Achille Bonito Oliva e da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di polizia penitenziaria della Carmelo Magli, con il contributo di detenuti, personale in servizio e in pensione, artisti e scrittori.

L’installazione consiste in un’opera realizzata nella sezione femminile del carcere di Taranto: un percorso artistico, culturale e sociale che presenta l’esperienza detentiva come reale opportunità di crescita interiore e di apertura a possibili cambiamenti, dando modo al visitatore di percepire ciò che sono i luoghi della pena oggi al di là degli stereotipi proposti dal cinema o dall’informazione sensazionalistica.

Il progetto è articolato in tre momenti, dal laboratorio sulla didattica dell’arte a cui ha partecipato un gruppo di detenute all’apertura del carcere al pubblico, passando dalla trasformazione di alcuni ambienti del carcere in vere e proprie installazioni artistiche con immagini, simboli e scritte sui muri: le detenute, riflettendo sulla loro esperienza tramite l’arte, fanno riflettere anche i visitatori sul senso di isolamento e sul percorso carcerario. E proprio il visitatore sarà “non più escluso, a debita distanza dall’opera come nelle mostre tradizionali, ma letteralmente incluso“, spiega Achille Bonito Oliva.

L’esperienza de “L’altra città” è accompagnata da una pubblicazione monografica curata da Achille Bonito Oliva e Giovanni Lamarca, edita da Edizioni Gangemi di Roma. Alla prefazione di Carmelo Cantone, provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Puglia e la Basilicata, seguono testi di Achille Bonito Oliva, Giovanni Lamarca, Roberto Lacarbonara, Giulio De Mitri, Anna Paola Lacatena, apparato iconografico (crediti fotografici di Giorgio Ciardo e Roberto Pedron) e note biografiche sugli autori. I proventi della vendita dello stesso sono destinati all’associazione di volontariato penitenziario “Noi e Voi”, ente promotore del progetto, operante da anni all’interno della casa circondariale di Taranto, per favorire la realizzazione di progetti di recupero dei detenuti.