“Lo scrivente ufficio scolastico regionale ha constato l’impossibilità di localizzare i plichi necessari per l’identificazione dei candidati che hanno svolto le prove scritte per i posti di infanzia e primaria presso l’istituto Vasari di Figline. Una denuncia è stata inviata alla competente autorità giudiziale ma al contempo si pone il problema dell’abbinamento dei candidati in indirizzo alle prove”. I ventisei candidati al concorso docenti 2016 che nei giorni scorsi hanno aperto la loro posta elettronica e si sono ritrovati di fronte a questa mail inviata dall’Usr della Toscana avranno pensato ad un brutto scherzo. Invece no, tutto vero.

La realtà ha superato l’immaginazione: dopo un anno dalla prova si sono persi i codici e i nomi associati che permettono di riconoscere i candidati. Un mistero che per qualche mese è rimasto nei cassetti degli uffici fiorentini, ora diventato pubblico. Chi è ben informato confida che in via Mannelli l’imbarazzo è tanto ma non restava altro da fare che arrendersi alla realtà e informare gli sfortunati candidati.

Un caos che il dirigente Domenico Petruzzo ha deciso di risolvere con una precisa modalità: i candidati disposti a presentarsi avranno a disposizione separatamente e in contemporanea i quattordici elaborati della propria procedura. Ciascuno potrà formalmente riconoscere un elaborato: saranno dunque i candidati a rivendicare le proprie prove d’esame. Al ministero, in viale Trastevere a Roma, intanto, sono stati informati di quanto accaduto e seguono la vicenda: “L’Ufficio scolastico regionale sta facendo tutti gli approfondimenti necessari e ha anche sporto denuncia alle autorità competenti. Nel frattempo il concorso va avanti, non è previsto nessun blocco. Il caso riguarda ventisei candidati su seimila”.

Restano, però, molti interrogativi: come si sono potuti perdere i codici di una prova concorsuale di Stato? Dov’erano stati messi? Chi doveva occuparsi di preservare quel materiale? A schierarsi contro l’ufficio scolastico regionale sono soprattutto le organizzazioni sindacali: “Stamattina ho diffidato il direttore Petruzzo. Ad oggi dagli uffici dell’Usr sono partite due convocazioni dirette agli insegnanti candidati del concorso per la scuola dell’infanzia e primaria. Devono andare a riconoscere i loro scritti. Questa operazione non è trasparente: vanno fatte delle prove suppletive. Questo è l’unico modo legittimo per sanare la situazione. Noi dall’altra parte non siamo mai stati convocati su questa questione: ci è stata fatta solo una comunicazione telefonica”, spiega Giovanni Vannucci, segretario regionale della Cisl Scuola. Alcuni dei candidati, intanto, non si sono presentati alla prima convocazione tant’è che l’Usr ha dovuto rinnovare l’invito a presentarsi in via Mannelli per martedì prossimo. Molti annunciano ricorsi. Ora spetterà alla magistratura cercare di fare chiarezza su quanto accaduto per le prove svolte all’istituto Vasari di Figline Valdarno.