Un poliziotto morto e altri 4 agenti feriti. È il bilancio di un attacco terroristico avvenuto in serata ad un posto di blocco vicino al monastero greco ortodosso di Santa Caterina, nel sud del Sinai. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno egiziano. L’attentato è stato compiuto ad un check point situato a qualche chilometro dall’ingresso del monastero, luogo di culto nel cuore del sud della penisola, visitato ogni anno da centinaia di fedeli stranieri e egiziani. Secondo il sito di intelligence americano Site, lo Stato islamico ha rivendicato l’aggressione con un comunicato diffuso dal suo organo di propaganda, Amaq.

Testimoni hanno riferito di aver visto uomini armati a bordo di più auto sparare contro i poliziotti, che avrebbero risposto al fuoco, fuggendo subito dopo. In un primo momento, prima della conferma da parte del ministero dell’Interno, il della sicurezza del sud del Sinai, generale Ahmed Tayel, aveva affermato che per errore uno dei poliziotti aveva sparato con la sua arma, senza fare riferimento a morti né a feriti.

Il responsabile del dipartimento informazione del ministero dell’Interno egiziano ha dichiarato in un comunicato che “molti elementi armati provenienti dalla montagna, di fronte a un check point sulla strada del monastero di Santa Caterina hanno aperto il fuoco contro le forze” di polizia del Sinai. “Si è avuto uno scambio di colpi d’arma da fuoco – prosegue il comunicato – e i servizi di sicurezza hanno preso il controllo della situazione ferendo alcuni degli assalitori, obbligandoli a fuggire”.”Uno degli assalitori – continua il comunicato del ministero dell’Interno – ha abbandonato la sua arma automatica per aiutare un ferito a fuggire con gli altri. Lo scambio di colpi ha provocato l’uccisione di un sottufficiale ed il ferimento di altri tre”. Bilancio successivamente aggiornato a quattro agenti feriti.

Da anni nel nord della penisola forte è la tensione provocata, con attacchi ripetuti alle forze dell’ordine, ma anche contro civili, da un gruppo affiliato all’Isis nel nord della penisola. Secondo due quotidiani egiziani, Al Masry Al Youm e Al Youm Saba, che hanno contattato il portavoce del monastero, padre Gregorios, l’attacco non avrebbe avuto come obiettivo il monastero, dove qualche monaco sembra abbia sentito gli spari, ma nessuno dei frati conventuali è rimasto coinvolto nella sparatoria.

Sorto ai piedi del monte Sinai, dove Mosè secondo la leggenda avrebbe ricevuto le tavole dei Dieci Comandamenti da Dio, il monastero include il “roveto ardente”, nel quale, secondo la leggenda biblica, un angelo sarebbe apparso allo stesso Mosè per metterlo in contatto con il Signore. Sempre secondo la leggenda, il roveto bruciava ma non si sarebbe mai consumato. Il monastero fu oggetto di una visita di papa Wojtyla durante il suo viaggio in Egitto nel febbraio 2000.