Sono almeno 14 i morti causati dall’esplosione avvenuta alle 14.40 (ora locale) in un convoglio della metropolitana di San Pietroburgo, tra le stazioni di Tekhnologichesky Institut – centro di interscambio tra la linea blu e la rossa – e Sennaya Ploshchad. E almeno 47 i feriti, di cui 6 gravi, secondo gli ultimi aggiornamenti del ministero della Salute. Secondo il portale Fontanka, che ha base in città, 10 vittime si trovavano sul vagone della metro, mentre le altre 4 sarebbero decedute o in ospedale o mentre ricevevano i primi soccorsi.

A esplodere è stato un ordigno rudimentale: una valigetta ventiquattrore riempita di frammenti di proiettili, il cosiddetto shrapnel, che deflagrando sono in grado di ferire un gran numero di persone. Probabilmente, precisa Interfax, è stato “lasciato su un vagone prima della partenza del treno”. Un secondo ordigno inesploso è stato rinvenuto poco dopo l’esplosione alla fermata della metropolitana Ploshchad Vosstaniya: era “mascherato da estintore” e la sua potenza era pari a un chilo di tritolo. Il dispositivo conteneva “elementi lesivi” al suo interno ed è dunque simile a quello usato all’interno del convoglio, per quanto molto più potente. L’esplosione nella metro è stata classificata come “attacco terroristico” dalla procura generale russa e dal premier Dmitri Medvedev che avviene nel giorno in cui a Strelna, a pochi chilometri da lì, era arrivato il presidente della Federazione russa Vladimir Putin per incontrare il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. 

Secondo le prime informazioni diffuse in serata è stato un attentatore suicida a causare l’esplosione, anche se inizialmente si era esclusa l’ipotesi del kamikaze. Una fonte delle forze dell’ordine russe ha fatto sapere che si tratterebbe un giovane di 23 anni originario dell’Asia centrale. Il ragazzo avrebbe portato l’esplosivo in uno zaino. Sui social media e sui media russi sono state diffuse fotografie che mostrano un giovane con gli occhiali, che indossa una giacca marrone con il cappuccio e un cappello blu, e che porta uno zaino. L’uomo sarebbe stato legato a gruppi islamisti radicali vietati in Russia. L’agenzia Interfax ha precisato che si tratta di conclusioni ancora provvisorie sulla base dei resti recuperati sulla scena dell’esplosione, ma che informazioni definitive saranno disponibili dopo gli esiti dei test del Dna.Nel pomeriggio erano circolate altre immagini di un presunto assassino, che sarebbe stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della metropolitana: si trattava di un uomo in abiti scuri con un cappello nero e una barba che incorniciava la parte inferiore del viso. In serata però l’agenzia Interfax ha fatto sapere che l’uomo si è presentato alle autorità e ha dichiarato di essere estraneo ai fatti.

Il Comitato Investigativo russo, scrive Kommersant, ha aperto due indagini: una in base all’articolo 205 del codice penale – “terrorismo” – e una in base al codice 223, “produzione di esplosivi e ordigni”. La vice governatrice di San Pietroburgo Anna Mityanina ha dichiarato che delle 36 persone che sono state trasferite negli ospedali dal luogo dell’esplosione una è morta durante il trasporto in ambulanza. Altre 13 persone sono in condizioni gravi, mentre otto sono in stato di choc. Il sito dell’Independent riferisce che sostenitori dell’Isis stanno celebrando l’attacco sui social network, evocando il ruolo russo nel conflitto siriano: il quotidiano britannico ricorda che solo “alcuni giorni fa” i media dello Stato islamico avevano distribuito un ‘manifestò che recitava “Bruceremo la Russia“.

La testimonianza – “C’è grande preoccupazione. Ovviamente ognuno chiama i propri amici e i propri cari per assicurarsi che stiano bene e non siano stati toccati da quanto è successo in un orario in cui la metropolitana è affollatissima: niente poteva fare presagire quello che è successo oggi”, ha detto all’Ansa dopo Fabio Mastrangelo, direttore d’orchestra a San Pietroburgo e da 16 anni in Russia. Secondo Mastrangelo, inoltre, i cittadini sarebbero stati avvertiti del rischio di altre esplosioni che potrebbero verificarsi oggi, e quindi invitati a uscire di casa solo in caso di necessità. “Non ci si aspettava potesse succedere a San Pietroburgo una cosa del genere, perché ci sono zone della Federazione Russa un po’ più calde”, ha proseguito, mentre “questa città è in genere molto tranquilla, nessuno si aspettava che un attentato potesse avere luogo qui”. “Forse – rileva – si voleva creare scompiglio nel giorno in cui c’era la visita del presidente” Putin, ma “tutto può essere a questo punto”.

Sul sito della Farnesina si specifica che sono “possibili controlli rafforzati all’aeroporto internazionale di Pulkovo” e “si raccomanda ai connazionali la massima cautela e di evitare la zona interessata dall’esplosione e dalle operazioni di polizia; controllare l’operatività dello scalo di Pulkovo prima di mettersi in viaggio; seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali”. Il console generale a San Pietroburgo Leonardo Bencini ha spiegato che “l’identità delle vittime non è ancora conosciuta” e che la sede diplomatica italiana “si è immediatamente attivata” con “una cellula di crisi per seguire l’evolversi della situazione”. Contattati anche gli italiani presenti nella città “per accertare che stiano tutti bene”.

Russia nel mirino dei ceceni – Negli ultimi anni la Russia è stata obiettivo di attacchi da parte di militanti ceceni e i leader ribelli ceceni hanno frequentemente minacciato ulteriori attentati. Nel 2010 due donne kamikaze si fecero esplodere in treni della metropolitana a Mosca, provocando almeno 38 morti. E nel 2004 oltre 330 persone, metà delle quali bambini, morirono nel massacro di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine a una presa di ostaggi e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Putin, allora primo ministro, nel 1999 lanciò una campagna contro il governo separatista nella regione meridionale di Cecenia e da presidente ha proseguito con la linea dura per porre fine alla ribellione.

Taxi gratis in cittàTaxi e auto del servizio Uber hanno offerto passaggi gratuiti alle persone lasciate a piedi dalla chiusura della metropolitana. Ed è stato creato l’hashtag #domoi (casa), per chiedere o offrire un passaggio. I passeggeri del treno della metropolitana colpito dall’esplosione si sono aiutati nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi, hanno spiegato diversi testimoni citati dall’agenzia Tass. “Tutti si aspettavano il peggio, stavano tutti aspettando le consequenze dell’esplosione. Ma poi siamo stati spinti fuori e la gente ha iniziato ad aiutarsi, tirando fuori passeggeri dal vagone, molti erano zuppi di sangue”, ha spiegato uno dei sopravvissuti. “Ho visto alcuni morti, almeno tre o quattro persone. I servizi di emergenza sono arrivati sulla scena in cinque-sette minuti”, ha raccontato un altro.