Cacciata perché “volevo licenziare i ladri e riportare la legalità nell’azienda”. O piuttosto per una serie di atti unilaterali, che avevano incrinato il rapporto fiduciario con l’amministrazione di Virginia Raggi a Roma. Il licenziamento di Simona Laing, ormai a tutti gli effetti ex direttrice generale di Farmacap (la municipalizzata che gestisce 44 farmacie comunali, con un fatturato annuo di quasi 50 milioni di euro), diventa un caso. Da una parte la manager, 45 anni, originaria di Pistoia, chiamata da Ignazio Marino per risanare un’azienda in perdita costante e da lei riportata in attivo, che accusa neanche troppo velatamente il Movimento 5 stelle di ingerenza politica e minaccia azioni legali. Dall’altra il commissario Angelo Stefanori, nominato a gennaio dalla sindaca Raggi, che ribatte: “Il suo operato non è stato in buona fede, il licenziamento è per giusta causa”.

Il terremoto in una delle tante partecipate dai conti ballerini del Campidoglio è avvenuto nel weekend. Sabato l’avvocato Stefanori ha firmato la lettera di benservito alla direttrice Laing: nove pagine di motivazioni allegate, per sollevarla con effetto immediato dall’incarico. Tra queste, anche il provvedimento di licenziamento di 4 dipendenti, indagati per peculato con l’accusa di aver rubato dei farmaci, con tanto di riprese video da parte della Procura. Di qui la reazione della diretta interessata, che in un’intervista al quotidiano La Repubblica ha spiegato di essere stata mandata via “perché davo noia allo status quo”, nonostante abbia chiuso in positivo (+530mila euro) l’ultimo bilancio: “È questo il trattamento che il Movimento 5 stelle riserva alla nuova classe dirigente?”, domanda. “Ma quanto raccontato dalla dottoressa Laing è una versione molto parziale e riduttiva della vicenda”, risponde il commissario Stefanori, contattato da IlFattoQuotidiano.it.

“La Laing non dice le cose come stanno”, prosegue Stefanori. “La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sospensione arbitraria del servizio Recup”. Parliamo del sistema che gestisce le prenotazioni delle prestazioni sanitarie specialistiche, fornito anche dalle 44 farmacie di Farmacap, su cui gli uffici dell’azienda avevano commesso un pasticcio contabile, addebitando due volte (sia alla Regione che al Comune) il costo, e quindi dovendo restituire al Dipartimento Politiche sociali quasi 130mila euro. “La Laing non vedeva di buon occhio questo servizio e ha sfruttato questo disguido per interromperlo”.

Ma è solo uno dei tanti punti di frizione con l’amministrazione. Si parla, ad esempio, anche di scarsa presenza in azienda: “Un direttore non deve timbrare il cartellino”, attacca lei. “Con quello che guadagna (150mila euro lordi l’anno, ndr), il minimo che possa fare è essere presente in ufficio”. E poi, soprattutto, c’è la controversa vicenda dei 4 dipendenti licenziati perché “beccati” a rubare farmaci, secondo quella che è l’accusa della Procura: “C’è un’inchiesta penale, ci sono i video, ho voluto dare un segnale. Non erano i 5 stelle quelli della legalità?”, afferma la Laing nell’intervista. Ma Stefanori, spalleggiato dai sindacati, contesta il provvedimento: “Ci vuole un procedimento penale, che non può appiattirsi sull’inchiesta penale che per altro è solo agli inizi. Deve decidere un giudice”.

Per questo, e per una generale diversità di veduta, si è arrivati all’addio che ha fatto grande rumore, visto che la Laing è considerata una delle migliori manager nel settore, e in soli due anni aveva portato l’azienda da un passivo di oltre 2 milioni di euro (bilancio 2014) ad un attivo di 530mila euro. Su un punto almeno le due versioni sembrano concordare: la rottura è anche e soprattutto politica. Lo ammette lo stesso Stefanori, che non disconosce i meriti della Laing (“Farmacap sta meglio rispetto a due anni fa, ha fatto solo il suo dovere”), ma individua a monte le cause dell’addio: “È una brava manager, ma non è quella giusta per Farmacap in questo momento: era stata nominata da un’altra amministrazione, di diverso orientamento politico, che aveva come obiettivo la dismissione dell’azienda. E a tale scopo sono stati improntati tutti i suoi atti. Questa giunta, invece, non ha intenzione di vendere Farmacap, perché la ritiene un servizio sociale importante per i cittadini, ed è pronta ad assumersene i costi”.

Non a caso nell’ultimo bilancio sono stati stanziati altri 9,5 milioni per sostenere i rischi finanziari della gestione della municipalizzata. Soldi che la stessa Laing non riteneva necessari. La separazione, a questo punto inevitabile, non sarà indolore: l’ex direttrice ha deciso di impugnare il licenziamento e chiedere i danni d’immagine, e il commissario pure non esclude eventuali azioni. “Nella sua gestione recente a nostro avviso ci sono diversi profili di illegittimità che saranno vagliati con attenzione”. Comunque vada in tribunale, ora sarà nominato un reggente interno ad interim e poi sarà avviata una selezione pubblica: presto arriverà un nuovo direttore. Più in linea con il piano industriale dell’azienda. E con le idee del Movimento 5 stelle.

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