Per l’affitto dell’appartamento in largo del Nazareno 25, il Pd gli paga 569mila euro l’anno. Praticamente gratuita, invece, è la locazione dell’immobile in via Poli, a due passi dalla Fontana di Trevi, dove il senatore Denis Verdini ha stabilito la sede di Ala, la sua formazione politica. Un trattamento privilegiato sarebbe stato riservato anche per l’affitto dell’ex presidente della Camera, Irene Pivetti. È praticamente trasversale la rete di Sergio Scarpellini, l’uomo degli affitti d’oro romani, arrestato a dicembre con l’accusa di aver corrotto Raffaele Marra, ex vicecapo di gabinetto in Campidoglio della sindaca Virginia Raggi.

L’imprenditore e l’ex capo del personale del Comune capitolino andranno a processo il 25 maggio prossimo, ma nel frattempo la procura di Roma comincia a ipotizzare la contestazione di finanziamento illecito ai partiti, e in alcuni casi, addirittura di corruzione ai politici amici di Scarpellini. Come racconta il Messaggero, infatti, la Procura sta formalizzando le iscrizioni nel registro indagati, e a breve verrà depositata alla pm Barbara Zuin un’ informativa dei carabinieri del Nucleo Investigativo guidati da Lorenzo D’ Aloia. I militari hanno approfondito i legami tra l’immobiliarista e una serie di personaggi influenti che – secondo i racconti dello stesso Scarpellini – avrebbero avuto accesso a regali e favori in cambio di agevolazioni burocratiche. Nel mirino degli inquirenti ci sono soprattutto gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito dall’immobiliarista, comprese le sedi di partito. Nomi, indirizzi, cifre e favori sono contenuti in un’interrogatorio top secret di Scarpellini, che il 22 dicembre scorso ha fornito ai magistrati l’elenco dei soggetti beneficiari di un trattamento di favore da parte dell’immobiliarista.

Nella lista c’è anche Verdini: nel 2013 avrebbe concordato un contratto per uno stabile in via Poli, che si estinguerà tra qualche mese, senza che fosse mai stato preteso il pagamento di un canone di locazione. Chi ha seguito la pratica per la sede del partito è l’onorevole Ignazio Abrignani: “Verdini ha incontrato una sola volta l’imprenditore Scarpellini. – spiega Abrignani al fattoquotidiano.it – Scarpellini voleva all’inizio darci quell’appartamento in modo gratuito perché lo aveva messo in vendita. Poi si fece un comodato d’uso gratuito regolarmente dichiarato con una dichiarazione congiunta alla camera. A novembre scorso quell’immobile è stato venduto. Ci hanno dato tre mesi di preavviso e ora stiamo cambiando sede”.

Secondo Scarpellini, poi avrebbe beneficiato di locazione gratuita anche un’ associazione riconducibile a Esterino Montino, sindaco di Fiumicino e marito della senatrice Pd Monica Cirinnà. La lista però è sterminata. L’immobiliarista, difeso dall’avvocato Remo Pannain, ha raccontato di aver fatto favori anche al dem Mirko Coratti, ex presidente del consiglio comunale romano, sotto processo per Mafia Capitale, a Luciano Ciocchetti, ex vice presidente della Regione Lazio con l’Udc e al consigliere regionale Pd Gianfranco Zambelli. Un appartamento in piazza Cavour sarebbe stato concesso a titolo gratuito per un anno – e cioè fino al 30 giugno del 2013 – anche all’associazione cristiano popolari dell’ ex ministro alla funzione pubblica Mario Baccini.

Poi c’è l’affitto della Pivetti, che in passato avrebbe contrattato l’uso di un ufficio in pieno centro. Per gli inquirenti, però, non è detto che in questo caso si configuri il reato di finanziamento illecito: l’ufficio, infatti, è di proprietà del figlio di Scarpellini e non della sua società, Milano 90, quindi non era necessaria la rendicontazione a bilancio. “Sono sempre stati gli altri, per lo più politici e funzionari, a chiedere favori e io per avere la loro disponibilità ho accettato, ma non ho ottenuto favori”, ha detto Scarpellini agli inquirenti. I quali, però, dubitano davvero che si sia trattato di piaceri senza alcuna contropartita.