Il Pd perde mezzo punto, ma Minzolini per ora non c’entra. Un trend in discesa che tutti i sondaggi stanno mettendo in luce da alcune settimane, almeno quattro. Il Movimento Cinque Stelle, così, si conferma il primo partito, spiegano i dati di Ixè nella consueta rilevazione del venerdì per Agorà. Il M5s è al 27,5, mentre il Partito democratico scende pericolosamente a distanza di un punto, al 26,5. Scendono sotto quota 13 sia Forza Italia (12,4) sia la Lega Nord (12,7) che non pare ricevere particolari premi dalle iniziative per la difesa personale dopo il caso di Lodi. Comincia a stabilizzarsi nel frattempo il dato del Movimento dei Democratici e Progressisti, cioè i fuoriusciti del Pd, che si sistema poco oltre il 4 per cento. E’ realistico che la nuova formazione mangi, sì, qualcosa al Pd, ma logori anche alla sua sinistra, in particolare a Sinistra Italiana che ora per Ixè è sotto la soglia di sbarramento del 3 per cento (altri sondaggi per dire il vero danno Si intorno all’1).

Gli altri dati di Ixè riguardano le primarie del Pd e le dimissioni del ministro dello Sport Luca Lotti. Nel primo caso Renzi sembra avere davanti le praterie, con oltre 30 punti di vantaggio sul primo inseguitore che è il ministro della Giustizia Andrea Orlando (più indietro il presidente della Puglia Michele Emiliano). In una settimana tuttavia l’ex segretario ha perso 4 punti percentuali. Peraltro quando si leggono i dati sulle primarie – in sondaggi un po’ più complicati del solito perché i votanti sono una variabile non da poco – bisognerà stare attenti a un’altra cifra, cioè la soglia del 50 per cento: se nessuno dei candidati la raggiunge, il segretario sarà decisa dall’assemblea dei delegati.

Infine l’ultimo quesito di Ixè è sulle dimissioni di Lotti. La maggioranza degli intervistati risponde che il ministro dovrebbe lasciare il proprio incarico nonostante la mozione di sfiducia sia stata respinta al Senato.

La crisi del Pd è confermata anche dal sondaggio Index Research per PiazzaPulita: i democratici sono dati poco sopra il 25 per cento, cioè le stesse cifre raggiunte all’epoca di Pierluigi Bersani. Secondo Index il Pd è lontano dal M5s di 5 punti, perché i Cinquestelle sono dati di gran lunga come prima forza politica con il 30 per cento, praticamente stabile. Nel campo del centrosinistra Sinistra Italiana è al 2,5 per cento, mentre Democratici e Progressisti sia pure in calo sono comunque sopra al 4. Per la prima volta Index ha stimato il Campo Progressista di Giuliano Pisapia che alla prima analisi è dato all’1 per cento.

A destra invece il primo partito resta la Lega Nord (poco sotto al 13), subito dietro c’è Forza Italia con il 12,4 e Fratelli d’Italia stabilmente sopra al 5 e anzi in tendenza positiva.

Index ha misurato anche i rapporti di forza tra i leader del centrodestra: il preferito resta, anche se in calo, il segretario della Lega Matteo Salvini. Sembra riprendersi un po’ Silvio Berlusconi (che peraltro da tempo non è attivo in tv e iniziative politiche) scelto comunque da quasi un terzo degli intervistati.