Un aumento degli occupati (+293mila) a ritmi “più sostenuti rispetto al 2015” ma “con un significativo indebolimento nella seconda metà dell’anno” e concentrato tra i dipendenti a tempo indeterminato. Un “lieve calo dei disoccupati“, che ha comportato la discesa del tasso di disoccupazione dall’11,9% del 2015 all’11,7% (il livello più basso degli ultimi quattro anni), e la “forte diminuzione del numero di inattivi“, cioè coloro che smettono di cercare un’occupazione perché scoraggiati. E’ il quadro del mercato del lavoro italiano nel 2016 che emerge dalla nota diffusa dall’Istat il 10 marzo. Dati che fotografano la situazione al 31 dicembre, alla fine di un anno in cui erano ancora in vigore gli sgravi fiscali per le assunzioni stabili anche se ridotti al 40% dei contributi complessivi.

L’occupazione, come detto, è aumentata di 293mila unità sul 2015 (+1,3%) facendo salire il tasso di occupazione di 0,9 punti, al 57,2%. Merito unicamente della crescita del lavoro alle dipendenze che è salito di 323mila unità (+1,9%), di cui 281mila a tempo indeterminato e 42mila a termine. Continua a crescere il tempo parziale, che nel 2016 però è stato “quasi esclusivamente di tipo volontario”, con la conseguente diminuzione dell’incidenza del cosiddetto part time involontario (quello che riguarda persone che vorrebbero lavorare a tempo pieno). Al contrario, sottolinea l’istituto di statistica, da sei anni ormai prosegue la diminuzione del numero di lavoratori indipendenti. Nel 2016 la media degli occupati è stata di 22.758.000, al livello più alto dall’inizio della crisi economica. Nel 2008 erano 23.090.000, nel 2009 poco meno di 22,7 milioni.

Per quanto riguarda la distribuzione per fasce di età, grazie alla crescita nei primi due trimestri dell’anno sono aumentati di 44mila unità gli occupati di 15-34 anni. Sono invece calati dello 0,2% gli occupati 35-49enni, il cui tasso di occupazione è però comunque salito di 0,6 punti. Proseguono poi la crescita dell’occupazione e del tasso per gli ultracinquantenni. I disoccupati sono calati nel complesso di 21mila unita, pari allo 0,7 per cento, ma il tasso di disoccupazione si è ridotto soprattutto per i più giovani mentre il calo del tasso di inattività è risultato maggiore per gli over50. Per le donne la disoccupazione è aumentata di ben 2,3 punti, più che compensati però dal calo di 3,1 punti di quella maschile.

Nel solo quarto trimestre si è registrato un aumento dell’occupazione sia rispetto al trimestre precedente (+32mila, pari a +0,1%) sia rispetto allo stesso periodo del 2015 (+252mila) mentre il tasso di disoccupazione è salito all’11,9%, +0,2 punti sia rispetto al trimestre precedente sia su base tendenziale. L’istituto di statistica spiega che il dato è legato al calo degli inattivi. I disoccupati crescono sull’anno di 108mila unità arrivando a quota 3.077.000 mentre gli occupati sono 22.827.000 (dati destagionalizzati). Gli inattivi 15-34 anni calano di 455mila unità in un anno.