Sono quattro gli scalatori morti a seguito del crollo della cascata di ghiaccio avvenuto nella tarda mattinata di oggi a Gressoney-Saint-Jean, in Val d’Aosta. Le vittime stavano effettuando una salita quando una parte della parete ghiacciata si è staccata dalla roccia. A perdere la vita due uomini e due donne: tre erano residenti nella provincia di La Spezia, mentre una delle due donne, di 50 anni, era un’architetta di Massa Carrara e faceva parte della sezione del Cai Lunigiana verticale di Fivizzano.  Una quinta persona è rimasta ferita e sta per essere trasportata in elicottero all’ospedale regionale Umberto Parini.

Due scalatori che si trovavano a poca distanza dal luogo dell’incidente hanno raccontato all’Ansa: “Stavamo arrampicando quando abbiamo sentito un boato fortissimo. Poco dopo abbiamo sentito l’elicottero. Eravamo sulla cascata Ciampa, che a quell’ora non prendeva sole, mentre ‘La Bonne année’ era esposta”, aggiungono i due testimoni, che dopo aver concluso la loro scalata sono tornati a valle e hanno appreso della tragedia.

Secondo gli esperti, potrebbe essere stato un improvviso rialzo termico la possibile causa del crollo. “E’ difficile individuare con precisione la causa – spiega all’Ansa Adriano Favre, direttore del soccorso alpino valdostano – In questi giorni le temperature in Valle d’Aosta sono abbastanza rigide, ma ieri ci sono stati alcuni rialzi che potrebbero aver indebolito la struttura del ghiaccio con l’arrivo del sole”. A staccarsi dalla roccia è stata la parte intermedia della enorme parete di ghiaccio. Secondo le prime informazioni raccolte, in sole due ore si è verificato un rialzo termico di oltre 17 gradi. Il dato è riportato dalla stazione meteorologica regionale di Gressoney-Bieltschocke: alle 9 di oggi il termometro segnava -6,6 gradi, mentre alle 11, orario dell’incidente, la temperatura è improvvisamente salita a +10,9 gradi.

Un secondo incidente è avvenuto oggi sulle Alpi francesi in una cascata di ghiaccio. Le vittime in questo caso sono inglesi: hanno perso la vita nella zona di La Grave, non lontano da Grenoble, quasi in contemporanea con la tragedia di Aosta.