Dopo la sentenza della Corte Costituzionale Camera e Senato si ritrovano con un sistema elettorale che diverge su più punti. A Montecitorio è immediatamente applicabile, come non poteva non essere, mentre quello di Palazzo Madama è lo stesso uscito dalla precedente sentenza della Consulta (n 1 del 2014), chiamato nel linguaggio giornalistico Consultellum proprio perché scritto dai 15 giudici costituzionali. Quella sentenza dichiarò illegittimi alcuni punti del Porcellum lasciandone in vita altri. Il Parlamento ha poi approvato nel maggio 2015 una nuova legge elettorale per la sola Camera (l’Italicum), da cui la Corte ha oggi espunto il ballottaggio. Ecco i due sistemi che sono oggi in vigore.

Senato – Sistema proporzionale puro, con una soglia su base regionale dell’8% per le coalizioni o i partiti che corrono da soli, e del 3% per i partiti all’interno delle coalizioni. È prevista la preferenza unica. Ogni collegio ha ampiezza regionale, anche nelle Regioni più popolose (Lombardia, Campania, Lazio, Sicilia, ecc) il che rende difficile e onerosa la caccia alle preferenze.

Camera – È un sistema proporzionale ma con un premio alla singola lista che supera il 40% (il premio non scatta per le coalizioni). In caso di mancato raggiungimento di questa soglia, si passa al riparto proporzionale tra tutti i partiti che hanno superato il 3%. Una volta stabiliti quanti deputati spettano complessivamente a ciascuna lista, attraverso un complicato algoritmo i numeri vengono proiettati su 100 collegi plurinominali, in ciascuno dei quali vengono eletti tra i 5 e i 7 candidati. In ogni collegio i partiti presentano dei listini di 5-7 nomi: il primo candidato è bloccato (viene cioè eletto automaticamente se per quel partito scatta il seggio), mentre per gli altri c’è la preferenza. L’elettore ha a disposizione due preferenze, ma solo se vota un uomo e una donna, altrimenti si deve accontentare di una sola preferenza. Ci si può candidare come capolista in più collegi (fino a dieci). Se si viene eletti in più di un collegio, verrà tirato a sorte quello in cui il candidato viene dichiarato eletto.

Omogeneità – Alcuni sostengono che i due sistemi non sono omogenei – come ha chiesto il presidente Mattarella – perché per il Senato è un proporzionale puro, mentre per la Camera viene reso maggioritario attraverso il premio. Inoltre per il Senato sono previste le coalizioni, cosa non previste nel sistema della Camera (anche se una lista può essere composta da più partiti che si presentano insieme sotto un unico simbolo, come fu per l’Ulivo, rinunciando al proprio). Altri sottolineano invece che entrambi hanno un impianto proporzionale, e che al premio della Camera corrisponde in Senato la soglia dell’8%.

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