Un jet militare nigeriano ha bombardato per errore un campo profughi provocando più di 100 morti, a quanto riferiscono fonti ufficiali della Nigeria. Mentre altre organizzazioni forniscono un bilancio inferiore ma ancora provvisorio.

Il caccia dell’aeronautica era in missione contro postazioni degli integralisti islamici Boko Haram nell’area nord-orientale Rann, vicino al confine con il Camerun. “Avevamo ricevuto informazioni che nell’area c’erano gruppi terroristi e l’aviazione ha bombardato”, ha affermato Rabe Abubaker, portavoce delle Forze armate, “ma le informazioni si sono rivelate erronee”. Il generale Lucky Irabor, responsabile dell’operazione anti Boko Haram, ha detto che è imprecisato il numero dei morti e dei feriti, tra i quali vi sono operatori umanitari e nigeriani che lavorano come medici per Medici senza Frontiere e per il Comitato internazionale della Croce Rossa. Sarebbero infatti sei gli operatori della Croce Rossa morti in quello che Medici senza Frontiere ha definito un’aggressione “scioccante e inaccettabile”.

Sulla vicenda, ha fatto sapere Irabor, è stata aperta un’inchiesta. Ma, ha sottolineato, è presto per sapere se si è trattato di un errore tattico o geografico. Il campo profughi in questione si trova nella regione del Borno, uno Stato situato nell’estremo nordest della Nigeria, che dal 2009 è al centro di un conflitto tra l’esercito nigeriano e Boko Haram. Secondo alcune stime, almeno 20mila persone sono state uccise dai fondamentalisti nella sola Nigeria, mentre non si contano le vittime di stupri, sequestri e violenze di ogni genere e i 2,5 milioni di sfollati.

Il 23 dicembre 2016, le autorità nigeriane avevano annunciato una svolta nel conflitto quando avevano diffuso la notizia della caduta dell’ultima roccaforte dell’organizazzazione terroristica nella foresta di Sambisa, nel Borno, da sempre base del gruppoMuhammadu Buhari, presidente della Nigeria, aveva dichiarato alla Bbc che “i terroristi erano in fuga e non avevano più un posto dove andare”.