“La corruzione, male che inquina le fondamenta del vivere civile, va avversata senza equivoci o timidezze. Combattere la corruzione è un impegno di sistema, di tutte le istituzioni pubbliche e, al contempo, è compito che appartiene a ciascun individuo, alle organizzazioni economiche e sociali”. In occasione della Giornata internazionale contro la corruzioneSergio Mattarella torna a far sentire la propria voce su un tema che ricorre spesso nei suoi discorsi.

“La legalità e la trasparenza proprie dello stato democratico – riflette il Capo dello Stato – sono profondamente ferite da condotte di abuso e arricchimento indebito che inquinano i meccanismi di accesso alle opportunità e di distribuzione delle risorse dettati dalla legge, realizzando condizioni di opacità e di ineguaglianza che, in ultima analisi, provocano profonda sfiducia da parte dei cittadini nelle regole della comunità e nella politica”. “La diffusione della corruzione rappresenta un fattore di rallentamento dello sviluppo economico – vieppiù pericoloso in una fase di generale crisi sociale come quella attuale e genera sfiducia negli investitori internazionali”, ammonisce Mattarella, riecheggiando le parole pronunciate il 22 ottobre 2015 nel discorso al Quirinale ai nuovi Cavalieri del Lavoro: “Legalità e lotta alla corruzione sono condizioni irrinunciabili per la nuova crescita italiana”.

“Le istituzioni, la magistratura, le forze dell’ordine, sono impegnate nella prevenzione e nel contrasto del crimine: il loro lavoro e i loro successi costituiscono un servizio prezioso al nostro Paese. Un’opera fruttuosa – rileva il Capo dello Stato – proprio perché si realizza con il contributo delle forze vive della società. Occorre una grande alleanza per sviluppare ulteriormente gli anticorpi necessari per sconfiggere la corruzione. Si tratta di un impegno che deve coinvolgere l’intera comunità. Perché gli anticorpi, che in Italia esistono, e non dovunque è così, sono più efficaci quando sono presenti in tutti gli strati della società, dalla scuola al mondo economico, dai corpi intermedi alle istituzioni locali”, afferma il capo dello Stato, riecheggiando il dibattito nato nell’ottobre 2015 sulla scorta della distinzione fatta tra Milano e Roma fatta dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone.

“L’integrità, la responsabilità, e la professionalità di ciascun individuo, sono le qualità sulle quali si costruisce quotidianamente e silenziosamente una società sana e coesa, che, pur se, talvolta, in contesti ambientali difficili, ha in se le risorse per sconfiggere la corruzione. Gli attori della politica, per la loro parte, devono aggiungervi la consapevolezza che la corruzione in quell’ambito è più grave perché, nell’impegno politico, si assume un duplice dovere di onestà per se e per i cittadini che si rappresentano”. Un concetto che il capo dello Stato aveva espresso il 28 aprile nel suo intervento per l’inaugurazione dei corsi di formazione della Scuola superiore della magistratura.

“L’odierna Giornata Mondiale Anticorruzione, istituita nel 2003, quando è stata adottata la Convenzione Onu contro la corruzione, costituisce un’importante occasione anche per riflettere sulla necessità che le istituzioni, per prime, si impegnino nella promozione di scelte coerenti. Solo se esse vivono autenticamente il loro ruolo, è possibile rafforzare il senso dello stato di diritto e diffondere nella società civile una reale cultura di legalità e partecipazione”, conclude il Presidente della Repubblica.