“Se confrontiamo Italia e Grecia vediamo che fino all’80% dei migranti che attraversano il mar Egeo sono profughi, mentre la maggioranza di quelli che arrivano in Italia dal Mediterraneo centrale, anche in questo caso l’80%, sono irregolari. Non intendiamo cambiare i criteri” delle nazionalità da ricollocare. La linea rimane quindi la stessa, ha spiegato il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, ricordando che in Italia non ci sono abbastanza siriani ed eritrei candidabili. Nel nostro Paese e in Grecia, inoltre, sono stati compiuti “sforzi da Ercole negli ultimi mesi nella gestione della crisi dei rifugiati. La Commissione ha deciso di chiudere le procedure d’infrazione avviate contro l’Italia e la Grecia per mancata applicazione del regolamento Eurodac in quanto in entrambe gli Stati il tasso di rilevamento delle impronte digitali – ha continuato – è ora prossimo al 100%”.

I ricollocamenti dei richiedenti asilo  Novembre è stato il mese “record”: in tutto sono stati 1.406, “il livello più alto finora”. Finora sono state distribuite in tutto 8.162 persone, di queste 6.212 dalla Grecia e 1.950 dall’Italia. “Gli Stati ora devono aumentare i propri sforzi, per raggiungere l’obiettivo previsto per settembre 2017 (34.953 i trasferimenti dall’Italia). Chiediamo loro di effettuare almeno 2mila ricollocamenti al mese dalla Grecia e mille dall’Italia, e da aprile 2017, di aumentare a 3mila dalla Grecia e 1.500 dall’Italia”, sollecita Avramopoulos. Scorrendo i dati dei Paesi che hanno accolto i migranti dall’Italia si vede come Ungheria e Slovacchia non abbiano neppure offerto posti, mentre altri lo hanno fatto – Bulgaria, 140; Repubblica Ceca, 20; Estonia, 8; Lituania, 60 e Polonia, 35 – ma non hanno ancora accolto. Per ora Bruxelles non pensa a procedure d’infrazione: “A questo non ci siamo ancora”, avverte Avramopoulos.

Impronte digitali: archiviato procedimento nei confronti di Italia e Grecia – La Commissione europea ha deciso di archiviare i procedimenti di infrazione avviati nei confronti di Grecia e Italia sulle impronte digitali dei richiedenti asilo. Secondo l’esecutivo di Bruxelles, i due Paesi hanno attuato correttamente il regolamento Eurodac. La banca dati Ue, istituita nel 2003 per le impronte digitali dei richiedenti asilo, vuole fornire elementi di prova relativi alle impronte digitali per agevolare l’applicazione del regolamento Dublino, che determina lo Stato membro competente per l’esame di una domanda di asilo presentata nell’Ue.

Nel dicembre del 2015 la Commissione aveva inviato a Grecia e Italia lettere di costituzione in mora, esprimendo preoccupazione per il fatto che non stessero adempiendo gli obblighi ad essi derivanti dal regolamento Eurodac, in quanto non rilevavano né trasmettevano alla banca dati Eurodac le impronte digitali di tutti i cittadini di paesi terzi entrati in modo irregolare nell’Ue attraverso le loro frontiere esterne.

Nell’ottobre del 2015, ricorda ancora l’esecutivo di Bruxelles, la Commissione aveva inviato lettere amministrative a entrambi i Paesi e da allora aveva continuato ad assistere le autorità greche e italiane per migliorare la gestione delle frontiere e della migrazione e per aumentare i tassi di rilevamento delle impronte digitali alle frontiere esterne, in particolare tramite il sistema basato sui punti di crisi; la Commissione aveva inoltre regolarmente riferito in merito ai miglioramenti conseguiti dai due paesi nelle sue relazioni periodiche sulla ricollocazione e sul reinsediamento.

Dati i notevoli miglioramenti registrati nelle attività di rilevamento delle impronte digitali a partire dall’inizio del 2016, la Commissione è convinta che sia Grecia che Italia stiano rilevando le impronte digitali dei cittadini di paesi terzi conformemente al regolamento Eurodac e ha deciso di archiviare i procedimenti di infrazione.