Il 27% di tutte le morti per tumore è dovuta al cancro al polmone (International Association for the Study of Lung Cancer). È anche per questo che gli studi in questo specifico campo sono così importanti. Trenta anni nella ricerca e nella clinica per combattere uno dei big killer che solo nel 2013 ha provocato oltre 33mila decessi in Italia hanno portato Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto nazionale tumori di Milano, a essere premiato con il prestigioso riconoscimento ‘Joseph Cullen Award’ alla carriera in occasione della 17/ma Conferenza mondiale sul cancro al polmone, promossa dall’Associazione internazionale per lo studio del tumore ai polmoni (Iaslc), con la partecipazione di oltre 6mila esperti da tutto il mondo.

Un premio importante che l’Associazione internazionale ha conferito a Pastorino, in sessione plenaria, per i risultati nella ricerca sulla prevenzione di tale neoplasia, definendolo “un pioniere negli studi sulla chemioprevenzione nei tumori causati dal fumo di sigaretta”, autore di oltre 300 studi. Un nesso comprovato ormai da tempo quello tra fumo e malattia. Vent’anni fa, il 18 ottobre 1996, Science pubblicava uno studio che per la prima volta dimostrava a livello cellulare che una sostanza presente nel fumo provocava le stesse mutazioni del Dna trovate nel cancro. La ricerca, coordinata da Gerd Pfeifer del Beckman Institute di Duarte, in California, ebbe un grande risalto su tutti i media dell’epoca. I ricercatori dimostrarono che le cellule del polmone esposte al benzopirene, uno dei componenti del fumo, riportano danni a un gene chiamato p53, che ha la funzione di proteggere in generale le cellule dai tumori. I danni osservati in questo caso erano in tre porzioni specifiche del gene, le stesse che risultano danneggiate nelle cellule tumorali. Fino a quel momento diversi studi avevano legato il fumo ai tumori, ma solo dal punto di vista epidemiologico o con test su animali.

Nel solco di questi importanti studi si inseriscono gli impegni e i risultati di Pastorino. “I suoi sforzi – ha sottolineato il presidente Iaslc, Fred Hirsch – continueranno ad essere una componente chiave nell’avanzamento della medicina e nella lotta contro il cancro al polmone”. L’aspetto “più importante – commenta Pastorino – è che la Iaslc è un’associazione unica al mondo perché multidisciplinare: permette cioè di comunicare agli specialisti di tutto il mondo i progressi contro il cancro al polmone ottenuti nei vari campi della ricerca. Per me è un importante riconoscimento”.