Allerta per il maltempo in Piemonte e Liguria, tra fiumi esondati e strade chiuse. Il Po è uscito dagli argini a Torino, nella zona dei Murazzi, nel centro cittadino. Anche in altri punti il livello del principale fiume italiano è sotto osservazione per il rischio di esondazioni. La sindaca Chiara Appendino ha firmato un’ordinanza che vieta il transito di veicoli e pedoni e la sosta. Accesso vietato ai pedoni anche al Borgo Medioevale. A causa dell’ingrossamento della Dora sono stati chiusi anche il ponte di via Bologna, tra lungo Dora Savona e lungo Dora Firenze, e il ponte Emanuele Filiberto in piazza Fontanesi.

Disperso un uomo di 74 anni, che era uscito ieri sera con la barca per pescare nelle acque tra Chiavari e Lavagna, nel tratto di mare davanti alla foce dell’Entella. Le ricerche guidate da vigili del fuoco e sommozzatori di Genova non hanno dato esito e ora sono state sospese per via del maltempo. Sul posto per controllare anche la scogliera gli uomini del comando di Chiavari e un elicottero di Genova, oltre alla Capitaneria di Porto e alla Guardia Costiera.

Allarme tra le province di Torino e Cuneo. Il fiume Tanaro è esondato in diversi punti e il Po sta superando gli argini anche tra Cardè e Villafranca. Nella zona è chiusa la regionale Saluzzo-Pinerolo. In tutta la provincia di Cuneo sono stati chiusi, in tratti più o meno lunghi, 25 strade provinciali, dalla Val Tanaro al Monregalese, dalla Valle Po all’alta Langa. Il Comune di Villafranca Piemonte, primo comune torinese dell’asta del Po, ha comunicato che, in via precauzionale, verrà chiuso il ponte sul fiume Pellice. Ad Alba, capitale delle Langhe Cuneesi, tre ponti sono stati chiusi al transito.

Scuole e università chiuse – Domani, venerdì 25 novembre, le scuole di Moncalieri, comune alle porte di Torino, resteranno chiuse. Lo ha deciso il sindaco Paolo Montagna: “Nonostante il livello dei fiumi sia rimasto stabile, è importante ridurre gli spostamenti allo stretto necessario” – spiega il primo cittadino – “abbiamo avvisato le famiglie tramite sms e sui social media istituzionali continuiamo a fornire aggiornamenti in tempo reale”. Il rettore dell’Università di Torino, Gianmaria Ajani, ha deciso la sospensione delle lezioni  per due giorni, nelle sedi universitarie di Cuneo, Savigliano e Alba. Scuole chiuse, ma per colpa della neve, anche a Sestriere, dove il manto bianco a raggiunto quota 70 centimetri.


di Simone Bauducco

Anche la caserma della polizia stradale, a Ceva, in provincia di Cuneo, è stata allagata dall’esondazione del Tanaro. All’interno degli uffici, quando sono stati invasi dall’acqua, c’erano tre agenti, che si sono salvati. “Ci sono difficoltà – ha spiegato il sindaco Alfredo Vizio – la luce va e viene a causa dei danni provocati dall’esondazione. Adesso siamo al buio ma speriamo risolvere al più presto la situazione”. Lo stabilimento Ferrero ad Alba, situato nei pressi del Tanaro, rimarrà chiuso a scopo precauzionale dalle 18 di questa sera e per tutta la giornata di domani.

Secondo il responsabile della Protezione Civile regionale, Stefano Bovo, in Piemonte l’ondata di piena si dovrebbe esaurire nelle prossime 48 ore. “Al momento – spiega Bovo – la piena sta scendendo lungo il Tanaro, è all’inizio della valle ed è attesa domani mattina ad Alessandria in concomitanza con la piena del Po che raccoglie le piogge del torinese”. Il passaggio della piena è atteso “domani e si dovrebbe esaurire in serata, anche viste le previsioni che parlano di una attenuazione delle piogge”. Il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, ha firmato una ordinanza che dispone l’evacuazione a scopo precauzionale di una ventina di abitazioni situate nell’area del fiume Tanaro. Laddove questo non sia possibile, ai cittadini viene chiesto di trascorrere la notte ai piani superiori.

Sono molti i punti con piene straordinarie dei fiumi sulla mappa aggiornata dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Piemonte. A Farigliano, provincia di Cuneo, il Tanaro è arrivato a 5.89 metri, contro i 4 della soglia di pericolo. Più a monte, a Lesegno ha superato di quasi 30 centimetri il livello di pericolo. La Bormida, un altro fiume nella ‘zona rossa‘ dell’alluvione, ha raggiunto i 6.78 metri a Mombaldone nell’Astigiano. La Bormida confluisce nel Tanaro pochi chilometri a est di Alessandria ed è questo il punto che verrà monitorato nella giornata di venerdì 25 novembre.

Il governatore Sergio Chiamparino, spiega che “faremo richiesta di stato di calamità” mentre il sindaco di Garessio, Sergio Di Stefano avverte: “Abbiamo paura, si sta rasentando la situazione dell’alluvione del ’94. Il fiume Tanaro – ha proseguito – ha scavalcato il ponte centrale di Garessio, dividendo la città in due. Abbiamo chiuso tutti i ponti, le fabbriche e le scuole. I bar e i negozi del centro sono allagati. La statale che arriva da Ceva è chiusa per frane, siamo isolati a tutti gli effetti. Al momento non risultano incidenti a persone ma la situazione è brutta”. “Giornata di apprensione per le notizie che arrivano dal Piemonte. Venerdì sarò personalmente a Torino nella sede della Protezione civile regionale col presidente Chiamparino”, scrive su facebook il premier Matteo Renzi.

I vigili del fuoco però rassicurano: “Siamo in allarme rosso – dicono -, ma i livelli del fiume sono comunque stabili, anche se si sono avuti dei picchi di 3 metri e 60. Abbiamo chiuso due ponti, ma non tutti. La situazione non è come quella del ’94, anche grazie ai lavori fatti da allora sugli argini. Per il momento, anche se le previsioni dicono che le piogge proseguiranno fino a domani, non ci sono timori per la tenuta”.

Le forti piogge di queste ore preoccupano anche in Liguria dove, peraltro, in Val Borbera è stata registrata una leggera scossa di terremoto di magnitudo 2.0, a una profondità di 8 chilometri. L’epicentro è a Rovegno (Genova), a una ventina di chilometri da Carrega Ligure (Alessandria). E dalle 21 di mercoledì 23 novembre alle 6 di venerdì 25 è allerta rossa da Ventimiglia a Portofino. Il Letimbro, che attraversa Savona, è esondato in località Santuario, nel centro cittadino. Con l’innalzamento del fiume è stata decisa la chiusura in via precauzionale di alcuni ponti cittadini, ma dopo il picco la situazione è rimasta sotto controllo. Un guasto dell’acquedotto ha provocato l’erogazione di acqua torbida in diversi appartamenti nei pressi del fiume. La polizia municipale ha fatto sapere che il guasto dell’acquedotto non potrà essere risolto a breve e per questo motivo ha diffuso un appello alla popolazione raccomandando di bollire l’acqua, per precauzione. La Coldiretti a Piacenza ha registrato un aumento del livello idrometrico del Po di un metro e mezzo in 24 ore e la violenta ondata di maltempo nelle prossime ore è destinata a spostarsi verso sud, in Toscana, Lazio e anche in Sardegna.


Piemonte –  “Faremo la richiesta di stato di calamità, a cominciare dalla valle Tanaro, dove ci sono persone evacuate, negozi, opifici e campi allagati. I danni sono già evidenti, la situazione è assai critica”, ha detto Chiamparino, che sta seguendo l’evolversi dalla fortissima ondata di maltempo nella sala operativa della Protezione Civile regionale, a Torino. A causa degli allagamenti, Anas ha chiuso al traffico la statale 28 del Colle di Nava, da Garessio fino al confine con la Liguria, in località Bagnasco, dove in via precauzionale è stato istituito il divieto di transito a tutti i veicoli in corrispondenza del fiume Tanaro. Il fiume, a Garessio, è esondato in via Vittorio Emanuele. Chiusi i ponti Odasso, Barjols e ‘della Lepetit’. Chiuse anche via Aleramo, Sparvaira e via Nazionale a monte. Le cantine che si affacciano sul fiume sono allagate. Nella zona i torrenti che preoccupano sono Rio Parone, Luvia, e Pian Granone.

La fase più acuta del maltempo in Piemonte è attesa nelle prossime ore, è allerta rossa su tutte la Alpi occidentali. “Piogge morto forti e persistenti” – è l’avviso di Arpa – interesseranno il Cuneese e il Torinese “tendendo a intensificarsi ulteriormente nel corso della mattinata. Complessivamente sono attesi valori cumulati prossimi a 150 mm in 12 ore”. Le abbondanti precipitazioni persisteranno “con tali intensità e sulle stesse zone fino a domani mattina; quota della neve stazionaria a 1.900-2mila metri”. In 12 ore la rete meteo di Arpa Piemonte ha registrato 90-100 millimetri di pioggia, in alcuni casi 80 millimetri in 6 ore; 20-30 centimetri di neve sulle Alpi Graie e Cozie al di sopra dei 2.300-2.400 metri. Cresce a vista d’occhio il livello del reticolo secondario dei fiumi Tanaro, Pellice, Stura di Lanzo e Chisone, nel Cuneese anche l’Ellero ha raggiunto il livello di guardia. Bormida e Orba, invece, restano al momento al di sotto della soglia di guardia, come pure, nel nord della regione, i fiumi Strona, Sesia, Elvo, Cervo e Orco.

Liguria – Nel Ponente ligure alcuni torrenti sono in piena e una decina di famiglie sono state sfollate precauzionalmente nel Savonese. Le piogge a tratti intense e a momenti più deboli hanno interessato particolarmente l’entroterra della provincia di Imperia (40 persone sono state fatte evacuare in tarda mattinata nel comune costiero di Riva Ligure) e la Valbormida nel Savonese. Preoccupano i livelli dei torrenti Argentina nel comune di Montalto Ligure (Imperia) e Arroscia tra l’Imperiese e Savonese che hanno superato la prima soglia di piena ordinaria. Il rio Serpente ha tracimato nel Comune di Pornassio (Imperia): acqua e detriti hanno invaso la statale 28 che è stata chiusa. Cinque famiglie sono state sfollate ad Albisola Superiore e Ortovero, nel Savonese, come previsto dai piani di protezione civile perché ubicate in zone alluvionali dell’Arroscia. Per lo stesso motivo sono chiuse la strada che unisce Ortovero a Villanova d’Albenga e quella da Bormida a Collemagno. Leggera pioggia, e non continua, in provincia di Genova. A causa dell’allerta rossa le scuole sono chiuse nelle province di Imperia, Savona e Genova, annullate o ridotte le attività pubbliche, come i mercati, o culturali. Chiusi parchi, cimiteri, sottopassi pedonali. Limitata l’attività della metro a Genova.

Coldiretti, “Po aumentato di un metro e mezzo” – Per effetto delle intense precipitazioni il livello idrometrico del fiume Po è salito di oltre un metro e mezzo in sole ventiquattro ore. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti a Piacenza dal quale si evidenzia come il rapido aumento del livello del principale fiume italiano sia significativo delle criticità in molti corsi d’acqua e torrenti con piene, esondazioni e frane. “Su un territorio fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato – continua la Coldiretti – è che sono saliti a 7145 i comuni italiani, ovvero l’88,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni”, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.