Un nuovo guaio per Emilio Fede. Il giornalista è stato rinviato a giudizio per concorso in bancarotta fraudolenta. Accusa che condivide con Lele Mora (che ha già patteggiato 1 anno e 6 mesi) per la vicenda del prestito del 2010 da 2 milioni e 750 mila euro all’ex talent scout da parte dell’ex premier Silvio Berlusconi (non è indagato). Denaro che l’ex Cavaliere, tramite il suo ragioniere di fiducia Giuseppe Spinelli, versò a Mora per salvare dal fallimento, avvenuto nell’aprile 2011, la sua società, la Lm Management. Soldi intascati da Fede e Mora e non usato per evitare il crac della società. In particolare Fede avrebbe, secondo l’accusa, tenuto per sé 1.110.000 euro, di cui 500mila euro versati da Mora in un conto di Lugano. Per l’ex direttore del Tg4, il processo si aprirà il 26 gennaio davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Milano.

Gli inquirenti avevano rintracciato nel 2011 una scrittura privata a testimonianza di quel prestito che sarebbe stato
versato in tre tranche all’allora agente di una ‘scuderia’ di personaggi televisivi: a gennaio, a marzo e a settembre del
2010. Due tranche, dunque, sarebbero arrivate prima della dichiarazione di fallimento della Lm Mangement del giugno del 2010 (la procedura era ‘in ballo’ da dicembre 2009). L’ipotesi della Procura è che Fede, dopo aver partecipato al pressing sull’ex Cavaliere per ottenere il denaro, si sia intascato parte di quel prestito prima della dichiarazione di fallimento (in un’intercettazione si parlava di 1,2 milioni di euro), consapevole anche lui dello stato di dissesto della Lm Management. Nel corso delle indagini, l’ex agente dei vip aveva riferito ai magistrati di aver dato al giornalista circa la metà dei soldi di Berlusconi, mentre Fede aveva spiegato di aver preso solo 400mila euro, che era quanto Mora doveva restituirgli per un prestito intercorso tra i due.