Si chiama Smerakda Giannini, è un’attivista del M5S ed è balzata agli onori delle cronache per aver fatto sbottare il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, durante l’incontro, organizzato dal Pd, alla Casa d’Italia di Zurigo. Intervistata da La Zanzara (Radio24), l’artista italo-svizzera racconta la genesi dei fatti: “Quando il ministro ha parlato di ‘personalizzazione del referendum’, non ci ho visto più niente. Ho ribadito che, in caso di vittoria del NO, il governo doveva andare a casa. E in quel momento la Boschi ha perso completamente il controllo. Io da 9 mesi sto combattendo contro questa riforma e lo avrei fatto, a prescindere dalla mia simpatia per il M5S”. Poi spiega: “Il ministro ha parlato della riforma, dicendo una menzogna dopo l’altra, e io non l’ho affatto interrotta. Alla fine del suo intervento, hanno dato ai presenti la possibilità di porgerle due domande a testa. Erano domande pilotate e non solo: sapevano già i nomi di coloro che le avrebbero fatte”. Giannini sottolinea: “Sono andata a quell’incontro per curiosità. Pochi giorni prima, proprio alla Casa d’Italia di Zurigo, avevo assistito allo spettacolo ‘Perché NO’ di Marco Travaglio e mi sono fatta tante risate nel vedere l’attrice che interpretava la Boschi, al punto che volevo davvero vedere il ministro. Di solito, gli attori esagerano nel proporre un personaggio, ma devo dire che la Boschi è stata ancora più esagerata di Giorgia Salari. Mi sono divertita tantissimo solo a guardare il ministro Boschi, è una vera attrice che mente spudoratamente. E’ indubbiamente una persona coltissima e super-intelligente. Ma è pericolosa, come tutti quelli che dicono bugie“. L’attivista pentastellata espone poi la sua opinione sulla riforma e su quello che accadrebbe se vincesse il SI’: “Ci sarebbe una dittatura, un qualcosa di molto peggiore di quello abbiamo mai vissuto. Forse peggio della dittatura di Mussolini